1. Inizio pagina
  2. Contenuto della pagina
  3. Menu principale
  4. Menu di Sezione
Contenuto della pagina

Il Regolamento dei Beni Comuni

 
 

Che cos'è

Prendersi cura, con i propri vicini di casa, di un'area verde in disuso. Far vivere uno spazio pubblico, rendendolo un luogo di socialità. Scambiare competenze e sensibilità, progettando insieme la Chieri del futuro.
Queste e molte altre le possibilità per i cittadini chieresi con il "Regolamento comunale per la partecipazione nel governo e nella cura dei beni comuni",approvato il 24 Novembre 2014 dal Consiglio Comunale.

Il Regolamento, frutto della riflessione scientifica di molti giuristi, ha l'obiettivo di rendere più libera e diretta la partecipazione delle persone al governo della Città e alla cura dei beni comuni, in applicazione dell'articolo 118 della nostra Costituzione, che favorisce l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà.
Grazie al nuovo Regolamento, cambia il rapporto tra Amministrazione e cittadinanza: meno burocrazia per chi vuole attivarsi volontariamente, coinvolgimento nei processi decisionali, cura condivisa dei beni comuni.
Il Regolamento infatti definisce beni comuni tutti i beni, materiali, immateriali e digitali che la collettività, attraverso procedure partecipative, riconosce essere funzionali all'esercizio dei diritti fondamentali della persona, al benessere individuale e collettivo, e all'interesse delle generazioni future. Questo vuol dire che siamo tutti noi a decidere, insieme, quali sono i beni comuni: tutti quelli che riteniamo essere fondamentali per realizzare i diritti tutelati dalla nostra Costituzione e di cui decidiamo di prenderci cura senza interessi egoistici.

Quali sono i principi?

Nel Regolamento vengono individuati i princìpi a cui si ispira la condivisione dei beni comuni, i più importanti sono:
La fiducia reciproca, sulla base della quale il Comune e le comunità di riferimento presuppongono che tutti gli sforzi relativi ai beni comuni siano orientati all'interesse generale.
La pubblicità e la trasparenza, attraverso le quali bisogna garantire che ogni passaggio avvenga alla luce del sole con la pubblicazione di tutte le possibilità, le proposte e le decisioni assunte.
L'inclusività, per permettere ad ogni cittadino e ad ogni cittadina di aggregarsi agli interventi, evitando ogni visione "privata" dei beni comuni.
La sostenibilità, per fare in modo che le occasioni di condivisione non vadano a discapito degli equilibri ambientali e di bilancio della Città.

Possono partecipare tutte le "soggettività autonome", cioè tutte le persone (singole, associate o riunite in gruppi informali) che si attivino per individuare, curare o portare a nuova vita un bene comune. Non serve essere per forza un'associazione registrata o avere uno statuto: basta condividere i principi del Regolamento ed aver voglia di mettersi in gioco.

In che modo agisce il Regolamento?

In alcuni casi l'Amministrazione propone patti di condivisione ad associazioni o gruppi informali di cittadini e cittadine, in altri le persone che hanno piacere di attivarsi preparano le proposte, da presentare all'Amministrazione, che ne valuta la realizzabilità.

Le proposte si dividono in due categorie: i piccoli interventi, anche detti patti di condivisione tipica, e i grandi interventi - patti di condivisione atipica

Nel 2015 l'Amministrazione ha emesso un Bando per le proposte di condivisione tipiche.

Documentazione