Il gruppo Popolari Insieme per Chieri occupa sicuramente un ruolo importante nell'ambito del comune di Chieri. I suoi 5 consiglieri, la presenza in Giunta di Aldo Vergnano e Domenico Benente, 2 Assessori del nostro gruppo di indubbia e riconosciuta competenza, la guida del Consiglio Comunale affidata all'equilibrio di Claudio Martano, ne sono gli elementi più vistosi. Ma la linea politica del gruppo, impegnata su vari fronti nel sostenere l'attuale coalizione guidata dal Sindaco Agostino Gay, ha condiviso e privilegiato alcune iniziative, in modo particolare il gemellaggio con la città di Nanoro in Burkina e l'impianto di "Chieri città educativa", che riteniamo due fiori all'occhiello dell'attuale amministrazione della nostra città.
Per più motivi abbiamo ritenuto importante sostenere il gemellaggio con Nanoro:
1. Per una scelta politica di fondo: "Il cittadino che fa politica è quello che alza lo sguardo dalla propria casa, dalle proprie sicurezze e anche dai propri privilegi, per andare incontro al mondo, all'altro, agli altri" (Don Ciotti).
2. La convinzione che un percorso di avvicinamento serio e coinvolgente con realtà culturali diverse non può che essere arricchente.Il ritrovare in altre culture valori indispensabili per l'affermazione delle persone in quanto tali, è uno strumento privilegiato per una lettura meno miope della nostra realtà sociale.
3. L'opportunità di riconoscere la molteplicità, e dunque la differenza, come un valore e non come un limite, ci offre le coordinate per una migliore integrazione nel nostro paese ed anche nella nostra città.
4. La scelta di rendere visibile e concreto, anche a livello istituzionale, l'impegno alla solidarietà e alla cooperazione come presa di responsabilità sociale e politica. La povertà non è un fatto naturale, ma il risultato di un'ingiustizia.
5. Il riconoscimento e la valorizzazione della presenza e dell'impegno dei Fratelli della Sacra Famiglia in Burkina quale risorsa arricchente e stimolante per tutta la città
6.Un'occasione unica e privilegiata di crescita umana e sociale dei nostri ragazzi, attraverso il lavoro di sensibilizzazione e coinvolgimento sostenuto anche dagli insegnanti nelle scuole.
Il 16 giugno vedrà la nostra città impegnata ufficialmente nella firma con i rappresentanti della città di Nanoro per questo gemellaggio. Un'occasione forte per rivisitare o riscoprire il significato di un impegno che non può essere solo formale.
Un secondo aspetto sul quale il nostro gruppo ha inteso e intende operare in maniera più incisiva è il sostegno al percorso ormai ben avviato di "Chieri città Educativa".
Riteniamo che quello educativo sia il settore su cui vale la pena investire per il futuro della nostra città, convinti che istruzione e formazione siano uno dei grandi ambiti in cui si realizzano le politiche di sviluppo e di crescita delle comunità locali. Mettere al centro l'attività educativa significa però creare progressivamente una mentalità nuova che esige prima di tutto la condivisione di un metodo di lavoro improntato sulla trasversalità. E questa forse oggi è la prima sfida che Chieri città educativa lancia a tutti i chieresi, a cominciare dai suoi politici.
Tra i molti aspetti innovativi che Chieri città educativa sembra delineare ci permettiamo di indicarne alcuni che riteniamo esemplari di una modalità di lavoro per la crescita di tutta la città.
Il primo è il pensare la città come una comunità. Non un aggregato di elementi, ma una comunità rispettosa delle differenze, unita culturalmente e socialmente.
Determinante è poi non solo riconoscere il ruolo delle varie componenti educative di questa comunità, ma vedere queste componenti agire in stretta collaborazione e interazione tra loro in un lavoro di rete indispensabile. Si è visto la famiglia diventare propositiva nei confronti della scuola e della società (la creazione di un coordinamento genitori che vuole collaborare con le varie agenzie educative); si sono visti i vari gradi di scuola tendere ad una effettiva interazione tra loro anche se rimangono sbavature che l'impegno permetterà di eliminare; si è visto un Assessorato al Sistema educativo impegnato come non mai in questa sfida; si sono visti i giovani capaci di riappropriarsi di uno spazio operativo che spetta loro; si è visto un coinvolgimento realmente paritario tra scuola pubblica e privata; si sono visti infine nuove e più proficue forme di collaborazione tra parrocchie ed ente locale. Tutto questo sta lentamente creando "un modo i lavorare insieme" che mette al primo posto quelli che sono i bisogni reali delle persone: relazionali, culturali, aggregativi, esperienziali, ecc.
Innovativo è poi pensare il territorio quale "territorio - laboratorio", basato sulla costante ricerca di nuovi modi di essere protagonisti e di vivere la cittadinanza.
Un percorso innovativo come quello di "Chieri città educativa" esige però un investimento di risorse in termini economici, umani e culturali maggiori, per il quale il nostro gruppo intende impegnarsi perché, come diceva Don Milani, "La politica è uscirne insieme".