Aria e acqua: elementi indispensabili alla vita e campanello d'allarme della qualità dell'ambiente.
Il Comune di Chieri è compreso tra i quaranta Comuni facenti parte della rete di monitoraggio della qualità dell'aria operante sul territorio della Provincia di Torino. Per questo la città è dotata di una stazione attiva di monitoraggio gestita dall'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente), che nel mese di gennaio ha svolto l'ultima campagna di rilevamenti sullo stato dell'aria in città. Oggetto di analoga indagine sono stati i sedimenti depositati sul fondo dei rii che attraversano l'abitato di Chieri. L'amministrazione comunale ha affidato il monitoraggio delle acque al Grippa (Gruppo di ricerca per la prevenzione della patologia ambientale), che oltre a rilevare la presenza di elementi inquinanti è in grado di valutarne la tossicità per l'organismo umano.
I risultati emersi sono confortanti per quanto riguarda la respirabilità dell'aria chierese - anche se permangono alcune zone critiche - mentre danno da pensare i sedimenti di metalli pesanti rilevati nei corpi idrici dei rii che attraversano la città.
Nulla cui non si possa rimediare, considerato il fatto che Chieri gode comunque dei favori della collina e di una più che soddisfacente qualità ambientale, riconosciuta dagli enti preposti al monitoraggio, come dai semplici turisti e dagli stessi cittadini. Ma abbassare la guardia in materia di salute - e parlare di ambiente significa parlare di salute - non conviene affatto: migliorare le condizioni della vita cittadina è sempre in buona misura possibile.
La qualità dell'ambiente, infatti, non è materia relegata ai tecnici e finisce per coinvolgere pesantemente tutti gli ambiti dell'amministrazione: quali lavori conviene fare per migliorare l'habitat urbano? Quali variazioni al piano generale del traffico consentono di prevenire le condizioni di inquinamento? Sono domande che l'amministrazione si pone e di cui deve render conto ai cittadini. Non a caso la pubblicazione dei dati sulle condizioni di aria e acqua è dettata per legge dalla normativa che regola l'attività delle amministrazioni comunali.
Ma ecco i dati concreti. Per quanto riguarda l'aria, le misurazioni sono state effettuate dai tecnici dell'Arpa durante tutto il mese di gennaio, in diversi punti della città. Nel mirino dei rilevatori soprattutto i valori del biossido di azoto (NO2), dell'ossido di sodio (SOx) e del monossido di carbonio (CO), gas nocivi per l'organismo umano, emessi dallo scarico delle auto e da molti impianti industriali e domestici. Come si evince dalle tabelle, i valori non hanno mai superato la soglia di attenzione fissata per legge. Purtroppo a questi dati manca un valore altrettanto importante: quello delle polveri sospese (MP10). L'Arpa, infatti, che presiede al controllo e alla tutela dell'intera regione, non ha ritenuto opportuno installare a Chieri una centralina per il rilevamento di questi elementi e il monitoraggio più vicino viene dalla centralina di Carmagnola. Buon segno? C'è chi preferirebbe vederlo nero su bianco sui dati di una centralina locale, per questo l'assessorato all'Ambiente ha da tempo richiesto l'installazione in città di questo strumento ed è in attesa di una risposta. In linea di massima, comunque, le condizioni dell'aria chierese possono dirsi buone e i dati dell'Arpa stessa emettono un giudizio favorevole.
Su fronte dell'acqua i risultati non sono altrettanto confortanti. Il Grippa ha compiuto il monitoraggio delle condizioni ecotossicologiche dei rii che attraversano la città, prelevando alcuni campioni dai loro corpi idrici, il 13 febbraio 2002. Sono stati quindi esaminati in laboratorio il contenuto di metalli pesanti nei sedimenti dell'acqua di scorrimento e la tossicità diretta delle acque e del materiale estraibile dai sedimenti.
La ricerca ha confermato indubbiamente la tendenza ad un minore inquinamento del Tepice nel tratto di scorrimento in galleria sotto la città. Tuttavia, per quanto riguarda i metalli pesanti nei sedimenti, si è osservato che alcuni di essi, in alcuni sedimenti fluviali, superano abbondantemente la concentrazione riferita per la crosta terrestre. Tale fenomeno interessa Tepice e Vallero per il cromo, il Tepice per il nichel, il Tepice e il Pasano per il piombo, il Tepice, il Pasano e il Vallero per il rubidio e ancora il Tepice per lo zinco.
Le indagini sulla tossicità hanno poi mostrato che i dati più seri derivano dal sedimento del Ravetta, del Pasano, del Tepice e del Vallero: dati in triste accordo con i risultati dei metalli pesanti. Inoltre è stato colto un fatto inusuale: non solo i sedimenti, ma anche le acque di scorrimento di tutti i corpi idrici (con punte per Tepice e Pasano) sono apparse inquinate. Il dato sull'acqua che scorre è una misura "istantanea" che può dare risultati occasionali, mentre il sedimento contiene una memoria a lungo termine delle condizioni del rio. Se tuttavia il rilievo occasionale dovesse dare più volte risultati negativi, sarebbe, in proporzione, più grave di quello sui sedimenti e indicherebbe uno stato di inquinamento molto avanzato.
Il passo successivo alle analisi sarà l'indagine sulla proenienza dei metalli pesanti, in modo da bloccarne l'emissione. Qualche ipotesi sulla provenienza? Lo stesso Grippa indica lo scarico degli scarti della produzione del settore secondario (piccole industrie artigianali cittadine) come uno dei possibili responsabili dell'inquinamento delle acque. In tal caso l'amministrazione sarà chiamata ad intervenire con le opportune sanzioni. L'altra causa potrebbe essere l'emissione dei gas di scarico delle auto: le polveri sottili (MP10), che in caso di tempo secco inquinano l'aria, si depositano, in parte, anche al suolo e finiscono nei rii con l'acqua piovana.