Chi sono i giovani chieresi? Cosa fanno nel tempo libero, dove si ritrovano? Cosa sognano per il futuro e con quale presente fanno i conti ogni giorno? In una città davvero vivibile non può mancare un centro giovanile, un luogo in cui i ragazzi possano esprimersi, confrontarsi, giocare, fare musica, dare spazio alla propria creatività. Un luogo in cui il panorama giovanile sia rappresentato a 360 gradi e aperto alle diverse istanze. Insomma, uno spazio pensato con loro, prima possibile gestito anche da loro...
Si tratta quindi di metter mano ad una operazione complessa, non bastano le strutture, perché il cuore pulsante sono i ragazzi destinati a popolarle e a farle vivere.
Il luogo fisico esiste già, ed è l'ex Area Caselli di piazza Caselli 19, il nome - deciso democraticamente ma ancora provvisorio fino all'inaugurazione vera e propria - è quello dell'organizzazione Patchanka.
Uno degli obiettivi è quello di affiancare tra loro divertimento, cultura, spettacolo, espressione artistica-musicale, informazione e formazione: il centro già ospita lo Sportello Lavoro e presto aprirà l'Informagiovani. I protagonisti, insomma, sono già in scena: si tratta di fare ancora qualche prova generale e poi... si parte!
Ma la realtà, è già in movimento.
Più di un anno fa, quando il "servizio educativo di strada" (animatori mobilitati dal Comune) e alcuni obiettori di coscienza si sono lanciati alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani chieresi, andandoli a cercare nei luoghi naturali di incontro - strade, piazze, cortili - per "agganciarli" e offrire loro qualcosa di più.
Poco per volta si è creata aggregazione, opportunità di riunire i gruppi dei vari quartieri, il re-sto lo han-no fatto i giovani stessi.
A cominciare dalle prime progettazioni su cosa fare, come e quando: lo scopo principale è stato quello di andare incontro alle loro proposte, renderli protagonisti delle loro attività, far sì che il gruppo si gestisse sempre più in autonomia.
Il concorso per il nome da dare al centro ha coinvolto anche le scuole, nella speranza di attirare l'attenzione di nuovi ragazzi.
Un nome che ancora attende il varo ufficiale, proprio perché i compagni di avventura sono sempre di più.
Il terreno che si temeva minato, quello del confronto con l'apparato burocratico, è stato attraversato dai giovani con pazienza e maturità. I giovani hanno partecipato ad un momento informativo per migliorare le competenze nel gestire il centro attraverso una forma associazionistica ed a curare i rapporti con le istituzioni.
Ma è nelle attività concrete che il nascente centro ha dato maggior prova di entusiasmo e creatività. Dalla scorsa primavera l'ex Area Caselli ha ospitato un avvenimento alla settimana: concerti di gruppi chieresi, raccolte fondi per il Burkina Faso, una mostra fotografica con l'intervento di Amnesty International, laboratori, mostre di pittura collettiva, incontri sul G8 e la globalizzazione, un ciclo di esposizioni dedicate al fumetto, un corso di writing con mostra di Spray Art.
Fino alla recente giornata della memoria, quando il centro si è aperto alle famiglie, agli anziani, ai reduci, per riflettere insieme sulla tragedia dell'Olocausto.
I passi successivi prevedono: l'apertura dello sportello Informagiovani, per cui sta già lavorando un'operatrice comunale esperta, giunta dall'analogo sportello di Torino, e una festa di inaugurazione ufficiale. Il centro giovanile prende dunque forma e i ragazzi di Chieri scoprono una dimensione della città che finalmente è anche a misura loro.