Anche l'occhio vuole la sua parte e Chieri è da sempre orgogliosa della sua bellezza intrinseca, della linea sinuosa della sua Chiocciola, incastonata come un diadema sull'anello urbano degli antichi bastioni. Ma come tutti i gioielli, anche l'anello chierese ha bisogno di una lustratina ogni tanto… L'orafo che se ne occupa deve saperlo restaurare tenendo conto della sua antichità, dei ritocchi precedenti, del gusto personale della signora (Chieri) che lo indossa e delle occasioni in cui ne farà bella mostra…
Gli interventi urbanistici, pubblici e privati, che negli anni sono stati prodotti nel centro storico cittadino, non sempre hanno condotto di pari passo senso storico e pubblica utilità. Insegne moderne su palazzi antichi, portoni medievali verniciati di smalto, segnaletica disordinata come funghi nel bosco. L'amministrazione ha deciso che è giunto il momento di sposare l'utile al bello, elaborando un "Piano particolareggiato per il recupero dell'immagine del centro storico". Si tratta di qualcosa di più complesso di un semplice "piano del colore" o di un limitato regolamento urbanistico. Una volta portato a termine sarà il documento ufficiale su cui basare ogni tipo di intervento o attività: dall'arredo al traffico, al commercio.
"Lo scopo è quello di stabilire un sistema di regole e normative ad integrazione dei piani già esistenti - spiega l'architetto Gianfranco Gritella, cui è stato affidato l'incarico: un professionista che vanta il recente restauro della Mole Antonelliana a sede del Museo Nazionale del Cinema e tra l’altro quello dell'arco di Chieri, tuttora in corso d'opera - Bisogna produrre uno strumento gestibile dagli uffici comunali e utilizzabile dai privati cittadini".
Il centro storico è stato diviso in 10 settori diversi, con la medesima densità edilizia ma problematiche diverse, per ogni settore verranno istituiti criteri di intervento omogenei. In pratica, verranno schedate tutte le facciate dei 1500 edifici compresi nel perimetro totale del centro storico e per ciascun edificio verrà indicato il tipo di intervento necessario per riportarne alla luce il valore architettonico originale e omogeneo al contesto in cui si trova. La stessa operazione verrà fatta per il suolo pubblico, le strade e ogni tipo di arredo urbano: luci, panchine, marciapiedi, edicole, dehors, targhe, numeri civici. Questa enorme banca dati verrà messa in relazione con gli altri strumenti amministrativi, quali piano del traffico, assetto commerciale e demografico, in modo da elaborare un regolamento comune e specifico al tempo stesso.
Ogni volta che un privato vorrà intervenire su un edificio o l'amministrazione deciderà il recupero di una strada, dell'illuminazione o della segnaletica, entrambi dovranno tener conto del Piano di arredo urbano e attenersi alle sue indicazioni. "Non si tratta di vincoli puramente accademici, ma di valorizzazione della città - aggiunge il professionista - E' la prima volta che per ogni edificio vengono identificati materiali, stratificazioni sovrapposte, degrado e alterazioni strutturali. Le 1500 schede saranno corredate da un vero e proprio manuale operativo su come intervenire in ogni singolo caso, dal colore al materiale da usare per gli infissi".
I primi a partecipare in modo attivo all'abbellimento della città saranno i commercianti, perché ogni futuro restauro, cambio di gestione e di attività porterà con sé un intervento regolamentato dal Piano.
Per parte sua il Comune sarà responsabile del recupero del suolo pubblico.
Le luci verranno progressivamente adeguate, e così l'arredo, attraverso interventi e lottizzazioni successive. La segnaletica terrà conto della vicinanza di Chieri al cuore delle residenze sabaude e valorizzerà i palazzi di interesse storico. Le aree verdi sorgeranno in luoghi strategici per dare respiro al cento storico. In alcuni casi le linee arboree serviranno anche a mascherare l'edilizia anni '60 che assedia i confini del centro storico.
Il lavoro è già a buon punto ed entro l'estate il Piano verrà presentato alla cittadinanza attraverso incontri e relazioni.
Intanto i tecnici comunali dell’Area Programmazione Territorio stanno seguendo congiuntamente al team dello studio del professionista i sopralluoghi e la schedatura, in modo da far pratica con il Piano in corso di elaborazione che dovranno poi gestire in prima persona.