La Grandi conflitti internazionali o piccole ostilità locali: la guerra dall'altra parte del mondo non è tanto più pericolosa dell'intolleranza nei confronti dello straniero immigrato in cerca di lavoro. Parlare di pace a Chieri non vuol dire soltanto contare le bandiere arcobaleno appese ai balconi, ma conoscere il cittadino rumeno in coda all'anagrafe o il bambino cinese che va alla scuola pubblica. In una città da sempre aperta all'immigrazione e che dall'immigrazione ha spesso tratto forza produttiva (nell'imprenditoria, nella cultura), parlare di pace vuol dire parlare di accoglienza.
L'Ufficio Pace e Cooperazione Internazionale è nato a Chieri nel luglio del 2000, con lo specifico compito di promuovere una cultura di pace sul territorio. Con l'istituzione dell'Ufficio, il Comitato Pace e Cooperazione Internazionale, già attivo dall'inizio degli anni '90, la cui attività si era però limitata ad attività di sensibilizzazione nei confronti di iniziative a sostegno della pace, ha cambiato volto, dotandosi di un nuovo regolamento e aprendosi oltre che alle associazioni del territorio, anche ai cittadini particolarmente attivi nel campo della pace, della solidarietà, della cooperazione e dei diritti umani. Oggi a Chieri ci sono quindi due identità - distinte ma complementari - che lavorano insieme per "costruire la pace".
L'Ufficio Pace e Cooperazione Internazionale, si trova all'interno del Municipio e si avvale della collaborazione di consulenti del centro studi Sereno Regis e da quest'anno del Gruppo Abele. Come spiega la responsabile , Loredana Virelli: "L'Ufficio ha creduto e lavorato per l'avvio di azioni continuative per il radicamento di una cultura e di una prassi di pace, promuovendo da subito attività rivolte alle scuole, agli insegnanti ed ai genitori, e rivolgendosi successivamente ad altri ambiti quali il fenomeno dell'immigrazione, l'intercultura, la solidarietà, la sicurezza urbana, la collaborazione effettiva con istituzioni e forze dell'ordine".
Il Comitato Pace e Cooperazione Internazionale, è invece un comitato cittadino, presieduto dal sindaco (o dall'assessore competente da lui delegato) da due consiglieri comunali (di maggioranza e di minoranza), dalle associazioni di volontariato (una quindicina) e da tutti i cittadini che vogliano farne parte (attualmente una decina).
"E' un organismo aperto, che si pone come ponte tra istituzione e cittadinanza per realizzare progetti partecipati e funzionali alle esigenze di chi ne beneficia - sintetizza Ivano Casalegno, coordinatore del Comitato - La sede è al Centro Giovanile dell'ex area Caselli e le attività spaziano dall'educazione alla pace e all'intercultura, al sostegno degli immigrati, alla cooperazione internazionale".
I due organismi, Ufficio e Comitato, lavorano così fianco a fianco, su diversi progetti, alternandosi nei ruoli di promotore e gestore in maniera piuttosto elastica e partendo sempre da problematiche concrete, anche emergenti dal territorio, nel tentativo di elaborare soluzioni mirate.
UN COMITATO PER PARTECIPARE
Il Comitato Pace lavora attualmente su gruppi di lavoro, dedicati a diverse tematiche.
EDUCAZIONE ALLA PACE: per sviluppare una cultura di pace e non violenza, attraverso specifiche azioni che diffondano i valori della solidarietà, della tolleranza, la nonviolenza, il rispetto dell'"altro", la difesa dei diritti umani, la multiculturalità. L'attività rivolta quest'anno alle scuole vede percorsi didattici sulla Nonviolenza, guerra-pace, diritti umani e globalizzazione, integrazione e intercultura, Memo-day:
IMMIGRAZIONE E INTERCULTURA:
promuove iniziative interculturali e di conoscenza reciproca con i cittadini stranieri presenti sul territorio, favorendo la convivenza armoniosa fra diverse etnie, religioni e culture, anche coinvolgendo le comunità straniere. In questo ambito sono state realizzate "Non solo Europa" e "I colori dei popoli", eventi e occasioni di incontro per scoprire la ricchezza di cui l'altro è portatore, si è promosso l'avvio dello Sportello per Stranieri e realizzato il Centro di documentazione.
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: il Comitato progetta e sostiene azioni volte a creare solidarietà operativa nei confronti dei Popoli dei Paesi in via di sviluppo, favorendo iniziative di cooperazione decentrata e gemellaggi, nell'intento di sensibilizzare la cittadinanza alle problematiche del sud del mondo. Stipulato il gemellaggio Chieri-Nanoro, di cui il Comitato è stato anima promotrice, quest'anno è stato avviato anche un progetto di sostegno alla popolazione dell'Iraq.
UN UFFICIO PER AGIRE
L'Ufficio Pace è operativo su diversi fronti, sia in collaborazione con il Comitato, che con le istituzioni di vario livello.
SPORTELLO STRANIERI: uno dei primi compiti che l'ufficio Pace si è dato, aprendo uno sportello al pubblico (soprattutto rivolto agli stranieri), è stato il sostegno nell'applicazione della Legge Bossi Fini per la regolarizzazione degli immigrati, dando così avvio al percorso per la nascita di un vero e proprio sportello per stranieri. "Già si pensa a progetti più mirati - annuncia la responsabile Loredana Virelli - Il rinnovo triennale della collaborazione con il centro studi Sereno Regis dà modo di programmare interventi con una certa continuità e lo sportello si prepara ad attuare iniziative specifiche di integrazione. I primi passi saranno la formazione degli addetti e la collaborazione con l'Ufficio Stranieri del Comune di Torino. Per febbraio si pensa già ad un'inaugurazione ufficiale dello sportello con nuovi servizi ed orari".
CHIERI STRANIERO: il progetto, costruito e avviato in collaborazione con il Comitato Pace e Cooperazione, le Scuole ed il Sistema educativo, è nato per offrire un supporto agli insegnanti nell'accoglienza dei bambini stranieri nelle scuole.
Quale strumento per la realizzazione del progetto, è stata avviata una ricerca specifica per monitorare la realtà degli stranieri a Chieri, non solo quella di chi si è integrato con un impiego stabile e una casa, ma anche quella di chi a Chieri viene per trovare un posto in cui dormire, un piatto caldo, un lavoro in nero. Il monitoraggio del sommerso punta a fare "emergere" chi vive ai margini, per integrarlo e aiutarlo.
L'Ufficio Pace si è già dotato di una prima "mediatrice" in lingua rumena (la popolazione straniera più numerosa in città) che collabora attivamente con le scuole e con le famiglie dei ragazzi stranieri. "Contiamo di avere presto anche mediatori arabi e cinesi e di offrire il servizio a supporto di altre istituzioni: vigili urbani, ASL, Consorzio Socio Assistenziale, ad esempio" suggerisce ancora Virelli.
CENTRO DOCUMENTAZIONE: partito come una raccolta di testi a supporto di insegnanti ed educatori, presso il Centro giovanile, il nucleo iniziale di questo progetto è stato arricchito anche grazie al trasferimento dalla biblioteca civica Francone, all'area Caselli, della bibliografia sul tema. Aperto il mercoledì dalle 16 alle 18 e tenuto da insegnanti, il centro documentazione vorrebbe arricchirsi, in futuro, di testi in lingua straniera, ed essere punto di riferimento per la città, oltre che per le scuole.
LABORATORIO OPERATORI PARI: si tratta di un progetto nato in collaborazione con il centro studi Sereno Regis e il Gruppo Abele, che punta a raccogliere e formare ragazzi e giovani del territorio, in modo che possano diffondere in modo proficuo, tra i coetanei, la cultura della pace. Si pensa ai giovani degli oratori e delle associazioni locali, ovvero ragazzi già preparati a comunicare, per inserirli in un programma formativo e operativo nelle loro realtà.
SICUREZZA URBANA: un progetto ancora in embrione che punta alla creazione di un tavolo interrelazionale che raccolga Comune e forze dell'ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza, vigili urbani) per lavorare insieme nella risoluzione dei conflitti che coinvolgono cittadini stranieri, risolvendoli non nelle modalità tradizionali, ma con la mediazione dell'Ufficio Pace.