Tre esposizioni, ospiti stranieri, un premio e una tradizione locale ormai radicata. La seconda Triennale Internazionale di Incisione, aperta lo scorso novembre, ha rinnovato l'interesse e l'entusiasmo di artisti, appassionati e curiosi per una tecnica dalle origini antiche, ma sempre vitale e ricca di espressione. Promossa dalla Città di Chieri, la rassegna, curata dall'Associazione Piemontese Arte, ha avuto la collaborazione di Regione Piemonte e Provincia di Torino e la partecipazione del Printmakers Centre e dell'Istituto Italiano di Cultura di Edimburgo.
Dedicata allo scomparso incisore - chierese d'adozione - Gianni Demo, che ne fu l'ideatore, è stata allestita all'Imbiancheria del Vajro. Sono state esposte le opere in concorso per il premio "Città di Chieri": 130 "carte" di 24 incisori italiani.
La Giuria di esperti ha attribuito a Guido Navaretti , per l'opera "Battima", il premio "Città di Chieri", che consiste nell'allestimento in Palazzo Opesso di una mostra monografica dedicata all'artista.
Altri premi sono stati aggiudicati a Marina Bindella ("Partitura inquieta") e a Giulia Napoleone ("Terre alte 2° strato"). Con il Premio “Il Quadrato”, sarà allestita nelle salette dell'Associazione stessa una mostra di Gianfranco Schialvino ("Alberi").
Da questa edizione verranno via via invitati incisori stranieri a rappresentare un Paese europeo. Ospite del 2003 è stata la Scozia, presente con 18 incisori, che contribuiscono ad articolare ulteriormente questo panorama di acquaforte e xilografia contemporanea. Dal mese di febbraio 2004 la Triennale sarà ospitata, a sua volta, in Scozia, ad Edimburgo in una prestigiosa sede espositiva.
In città, in contemporanea, sono stati allestiti altri due spazi espositivi per ospitare gli allievi della scuola locale nata nel solco di Gianni Demo e la personale di un artista italiano. Gli allievi del Laboratorio di Demo hanno esposto le loro opere a Palazzo Opesso.
La rassegna "L'incisione contemporanea a Chieri. Esperienze dal laboratorio di Gianni Demo", curata dall'Associazione il Quadrato si divide in due itinerari. Il primo dedicato alla scuola di Demo, rappresentata da allievi storici, alcuni dei quali hanno già intrapreso una propria strada artistica, e nuovi acquisti a testimonianza del fatto che l'influenza del maestro ancora esercita il suo fascino. Il secondo, a cura di Nicola Carlone, è costituita dalla mostra monografica di ex libris, gli antichi foglietti di guardia dei volumi, e raccoglie l'opera di incisori russi, slovacchi e italiani che si esprimono con acqueforti, xilografia, acquatinta e punta secca.
La galleria “Il Quadrato” espone inoltre la personale di Franco Fizzotti, artista del novarese particolarmente impegnato nelle acqueforti. Un esempio lontano dalla scuola di Demo, che proprio per questo offre l'opportunità di un confronto in territorio nazionale. Elementi naturali e paesaggi della sua terra sono i soggetti preferiti dall'artista.