C'era una volta "Città d'Arte a porte aperte", un'iniziativa che vive tutt'ora, ma che per prima ha lanciato l'idea della promozione turistica culturale di qualità e d'eccezione. Tra le città "pioniere" che dieci anni fa tentarono l'impresa figura anche Chieri… Ed è probabilmente in virtù di tale vocazione che oggi la città trova posto tra le otto "Città di Charme" elette dalla Provincia per la creazione di un circuito esclusivo e particolare, fatto di cultura, natura e prodotti tipici.
"Il progetto "Città di Charme" nasce in effetti dall'esperienza delle "Città d'Arte" e la Provincia ha deciso di puntare su quei Comuni che da allora si sono dimostrati capaci di mantenere alti livelli di attrattiva. Chieri è a buon diritto uno di questi - conferma l'assessore provinciale al Turismo Silvana Accossato - L'obiettivo del progetto è la creazione di un terzo polo di forte richiamo, a metà tra il turismo montano e quello cittadino. Una rete di piccoli centri che si distinguono per l'alta qualità dell'offerta culturale, dell'accoglienza e della produzione tipica e che si propongono in modo innovativo, competitivo e sistematico sul mercato turistico italiano ed europeo".
L'accesso alle "Città di Charme" è avvenuto per auto-candidatura "ma è necessario garantire la continuità per restare nel progetto - precisa Accossato - Indubbiamente allargheremo la cerchia ad altri Comuni, ma l'intenzione è quella di mantenersi su una rosa ristretta di partecipanti, altrimenti si perdono le peculiarità dello Charme". Petalo fondamentale della rosa delle otto, Chieri si impegna a fondo per contribuire a far bella la vetrina creata con questo progetto: "La città ha tutte la carte in regola: un patrimonio di alto valore, recuperato e mantenuto, progetti di implementazione delle strutture ricettive, marchi di qualità, punti d'eccellenza e un ufficio turistico".
Quali vantaggi ad essere tra le elette dello Charme? "La forza principale viene da una notevole disponibilità di fondi, che hanno consentito al progetto di decollare e che lo manterranno ad alta quota. Non è solo una bella idea, è soprattutto un grande investimento. Essere nel circuito vuol dire godere del reciproco sostegno, di finanziamenti mirati, di una continua formazione nel campo turistico e di una promozione ad ampio raggio del prodotto locale".