Promuovere una città, un territorio, significa anche creare occasioni speciali per rinnovare la voglia di ritornarvi o per stimolare ulteriormente chi non aveva trovato sufficientemente accattivante l'offerta tradizionale.
Per questo sono nate la "Biennale di Fiber Art" e la "Triennale d'incisione" ed anche la "Fiera di San Giorgio", "Nella Rocca di Landolfo", il "Festival del Teatro di strada". Iniziative la cui peculiarità sta nell'aderenza alla storia ed alla cultura locale, nel richiamare o nello sviluppare temi cari ai Chieresi e nel contempo d'interesse per un pubblico molto più vasto.
Alla "Fiera di San Giorgio", "Nella Rocca di Landolfo" e al “Festival del Teatro di Strada”, è stato assegnato il compito di "manifestazioni di piazza", dall'obiettivo dichiarato di rivolgersi, in aggiunta alla tradizionale "Fiera di San Martino", ad un più vasto pubblico.
In queste occasioni vengono messi in mostra i prodotti della terra e dell'artigianato (Fiera di san Giorgio) e riproposte suggestioni dell'età medievale (Nella Rocca di Landolfo).
A queste manifestazioni è demandato il compito di richiamare l'attenzione sulla ricchezza del territorio posto sul versante meridionale della collina torinese, un territorio che in Chieri ha sempre avuto il suo punto di riferimento più importante.
La frammentazione dei Comuni, le ridotte dimensioni delle imprese e la limitata quantità dei prodotti hanno convinto tutti che solo dall'insieme delle proposte può derivare l'efficacia della promozione. Pur godendo di una certa notorietà, prodotti per una sola stagione come le ciliegie di Pecetto, non possono essere sufficienti per fare da traino. Abbinate all'asparago, al cardo, alla fragola, alla carne, al rubatà, al Freisa ed alla cucina che questi prodotti propone, allora sì.
Su questa consapevolezza si fonda la Fiera di San Giorgio, per questo chiamata anche la "Fiera della Collina Torinese" e la Fiera delle Fiere.
Una Fiera che, comunque, è anche occasione di proposta e di vendita per fiori, piante e materiale da giardino.
Un mese più tardi, a fine maggio, è il Passato ad essere proposto al pubblico, in quel Medioevo che ha segnato l'epoca d'oro della città.
"Nella Rocca di Landolfo" ogni anno mette a fuoco, attraverso l'animazione della Chiocciola, aspetti peculiari della sua storia nei secoli in cui, pervasa da forte religiosità, vedeva sorgere conventi e costruire i suoi principali edifici storici (dal Duomo a San Domenico) e nel contempo intentare processi contro i movimenti definiti ereticali; nei secoli in cui si ebbe la diffusione capillare dell'attività produttiva tessile, che raggiunse il suo apice con l'istituzione dell'Università dell'Arte del Fustagno.
La manifestazione, pensata intanto per ricordare ai Chieresi il loro antico passato, si propone ai visitatori come occasione per fruire la città nel momento in cui, impedito l'accesso alle auto, attraverso le attività di animazione, le musiche e le luci, forte è la suggestione scenica.