Turismo religioso e turismo d'arte sacra, due percorsi che si incrociano tra i vicoli chieresi e lungo le strade di pellegrinaggio della collina. Dalle tombe delle più facoltose famiglie che fondarono il Libero Comune di Chieri a Castelnuovo don Bosco, meta di devozione e luogo di incontri spirituali. La ricerca di nuove proposte turistiche trova in Chieri e nel chierese una realtà di itinerari religiosi già forti e affermati. Un turismo nato spontaneamente, senza particolare promozione, fondato su una ricchezza artistica e spirituale di valenza millenaria. Don Gianni Carrù, parroco del Duomo, ne conosce la genesi, la storia e l'evoluzione fino ai giorni nostri.
A quali Santi è legato il Chierese?
"A Chieri si incontrano i luoghi cari a don Bosco e il letto di morte del Cottolengo, per cui la città si presta naturalmente ad ospitare un turismo propriamente religioso. Don Bosco venne a Chieri dai Becchi, per frequentare il seminario e lavorare. Mantenne sempre vivi i rapporti con la città anche durante il suo ministero a Torino, tanto che a Chieri giunsero le Figlie di Maria Ausiliatrice e i Salesiani. Il Cottolengo volle che il fratello diventasse canonico della Collegiata chierese e scelse Chieri per trascorrere in pace gli ultimi giorni di vita. A queste due figure sono legati molti degli itinerari di "turismo religioso" locale. Anche se questa definizione si presta più a luoghi come Lourdes o alla devozione legata a Padre Pio. Parallelamente al percorso spirituale, tuttavia, Chieri ne sviluppa uno prettamente artistico, per cui si può a buon diritto parlare di "turismo d'arte religiosa".
Quali sono le opere più importanti del panorama religioso cittadino?
"Gli edifici religiosi di Chieri, chiese e conventi, sono espressione della potenza dei vari ordini ecclesiastici che vollero essere presenti in città fin dagli inizi del loro apostolato, forse ancora con il santo fondatore vivente. Le famiglie nobili che giunsero in città a partire dall'XI secolo, rivaleggiarono nell'affidare ai migliori artisti l'esecuzione di opere e palazzi che esprimessero la potenza del loro casato. In un contesto tanto fervido, tutte le opere erette sono interessantissime e artisticamente rilevanti. La Collegiata del Duomo, tanto per cominciare, edificato nella struttura attuale tra il 1405 e il 1436, è sicuramente uno dei più significativi edifici gotici del Piemonte. Il suo Battistero, di origine romanica, presenta un ciclo di affreschi del '400 e una trecentesca Madonna del Melograno di derivazione francese. Sotto la costruzione sono visibili le tombe "a cappuccina" e le mura di un edificio di epoca romana. Lungo le navate si possono ammirare le tombe delle antiche famiglie chieresi. Nel '600 infatti, il Duomo passa da sei a tre navate, occupando quelle più esterne con le tombe delle dieci o dodici famiglie più importanti della città. Il primo presidente del consiglio italiano, ad esempio, Cesare Balbo, è sepolto qui con tutta la sua famiglia, una casata che al suo tempo era più importante persino dei Savoia. Degno di menzione anche il tesoro del Duomo costituito da opere, oggetti e paramenti sacri estremamente raffinati e preziosi".
Quali ordini religiosi e quali chiese sono presenti in città?
"Domenicani e francescani innanzitutto. I due ordini giunsero a Chieri agli albori della loro fondazione. Pare persino che il convento di San Francesco, che si trovava in piazza Dante e che purtroppo è andato distrutto, sia stato edificato su un terreno donato ai frati quando ancora Francesco era in vita. Del resto Chieri era sulla rotta della Francia, dove il santo aveva i parenti materni e dove si recava spesso, magari facendo tappa proprio qui. La costruzione di San Domenico è iniziata nel 1326 ed è stata rimaneggiata fino al XV secolo. All'interno si possono ammirare numerose tele del Moncalvo e l'affresco della Madonna del Latte. Da non dimenticare anche la chiesa di San Giorgio, edificata sulla rocca nel XIV secolo, sopra le rovine del castrum, la cui facciata è di epoca barocca; Sant'Antonio costruita su progetto dello Juvarra nel XVIII secolo, sulle rovine di una preesistente chiesa del XV secolo; San Bernardino (1675-1792) ricostruita su disegno del Vittone, con la facciata neoclassica di Mario Ludovico Quarini; il Santuario dell'Annunziata, che all'interno conserva un affresco del '400 cui erano attribuiti poteri taumaturgici; Santa Margherita (1636-1671), sorta nell'ambito del monastero delle suore domenicane; la settecentesca San Guglielmo, rinnovata tra il 1839 e 1840, con gli arredi dell'altare maggiore realizzati dall'incisore Giuseppe Antonio Riva; la chiesa di San Filippo (1664-1673) con la facciata del Quarini e l'interno ricchissimo di marmi rossi, neri, stucchi e dorature".
Un patrimonio da curare e promuovere?
"Senza dubbio. La conservazione e la valorizzazione di tanta ricchezza non vanno mai trascurate. Il turismo d'arte religiosa viaggia su canali autonomi ed è già attivo a Chieri e nel Chierese. Alla ricerca di una promozione "naturale" dei tesori cittadini, l'esperienza religiosa credo abbia molto da insegnare".