Parlare di turismo per una città come Chieri richiede a tutti (cittadini, operatori economici, associazioni, Amministrazione) due capacità che vanno fatte convivere all'interno dello stesso progetto: la forza di immaginare uno scenario non tradizionale per la nostra città e il realismo di chi sa che l'esito non è scontato.
Da anni si lavora su diversi fronti per far sì che Chieri possa essere considerata una destinazione turistica. Un apparente buonsenso e una certa diffidenza potevano suggerire di concentrarsi su iniziative più tradizionali. Le statistiche dicono, invece, che la gente sta dedicando sempre più spesso il suo tempo libero alla fruizione di servizi turistici in senso ampio (enogastronomia, cultura, paesaggio e ambiente, sport) che escono dall'idea del turismo inteso come vacanza balneare estiva.
Se ormai è indubitabile che la domanda esiste, dobbiamo chiarire su quali pilastri stiamo costruendo la nostra offerta:
Ø Non possiamo parlare di turismo vero e proprio fino a quando i turisti non verranno da noi per dormire qui almeno una notte. Oggi possiamo mirare a ricevere persone che, abitando in un raggio di circa 50 chilometri, stanno a Chieri dal mattino alla sera: l'obiettivo è quello di creare le strutture (alberghi, bed&breakfast, agriturismi) che ci consentano di offrire servizi che abbraccino (almeno) un fine settimana dal venerdì alla domenica.
Ø Il turismo non ha utilità per una comunità come la nostra se non genera ricadute di ricchezza per gli operatori economici locali. Chi viene da noi deve trovare servizi che gli rendano gradevole il soggiorno, ma deve essere messo in condizione di spendere volentieri per mangiare e dormire, per acquistare i nostri prodotti, per fruire del nostro patrimonio artistico e naturalistico.
Ø Non può esistere un'industria turistica intesa in questo senso se non esiste una cultura dell'accoglienza. La città tutta (cittadini, commercianti, artigiani e industriali, agricoltori, servizi pubblici) devono essere orientati a rendere piacevole e interessante il soggiorno a Chieri degli ospiti che ci vengono a trovare. Non è una capacità che si acquisisce in un giorno: bisogna sapersi adattare alle esigenze di chi viene, capire come rimuovere gli ostacoli che a volte sorgono, avere tutti come obiettivo la soddisfazione dei nostri ospiti e la consapevolezza che se qualcuno sbaglia, allora tutti abbiamo perso un'occasione.
Ø Chieri da sola non può richiamare turisti, per quanto ampia possa essere la sua offerta. I prodotti tipici, gli ambienti naturali, le bellezze artistiche, gli alberghi e i ristoranti agli occhi di chi viene costituiscono un insieme unico. E' il Chierese la terra che dobbiamo proporre agli ospiti. Solo in questa prima fase iniziale ha senso lavorare a livello di città e di paese, ma gli ospiti, venendo qui si muoveranno su tutto il territorio, al di là del perimetro dei singoli comuni: sempre più ci accorgeremo che ad una domanda che non riconosce confini non potremo rispondere con un'offerta polverizzata, pur nel rispetto delle singole peculiarità.
Un augurio di buon lavoro a chi opera sul territorio e un benvenuto ai nostri ospiti.