Una città come Chieri, di chiara struttura medievale, con un centro storico contenuto e già in parte pedonalizzato, mal sopporta l'attraversamento delle automobili, che finiscono col creare ingorghi e parcheggi selvaggi. "Tanto più una città che si propone come meta artistica e turistica, deve salvaguardare i propri vicoli, le proprie bellezze urbane, dal passaggio indiscriminato delle auto.
Al tempo stesso, proprio l'orientamento turistico, non può prescindere da una facile circolazione viaria, che consenta di raggiungere rapidamente i luoghi di interesse e offra trasporti e soste idonee all'affluenza dei visitatori - osserva l'assessore ai Trasporti e all'Ambiente Roberto Palma - Mediare le due esigenze con quella, ancora più pressante, dei chieresi che vivono e lavorano, vanno a scuola e a far compere nel centro, non è impresa facile. Il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano, propone una soluzione, armonizzata con la struttura stessa della città, che punta a tenere lontane le auto dal centro, offrendo tuttavia parcheggi e alternative".
Immaginando la città come formata da una serie di centri concentrici - è una Chiocciola! - il nuovo Pgtu individua le direttive principali di attraversamento e le devia in modo da salvaguardare il centro storico ristretto, senza ostacolare il flusso di chi deve attraversare la città. In prossimità dei nodi nevralgici di questa griglia (formata da cerchi concentrici e perpendicolari di attraversamento) sono state individuate le aree di parcheggio, che passa da libero, a pagamento e riservato, man mano che ci si avvicina all'area pedonale.
La creazione di una zona a traffico limitato (ZTL), coincidente con il centro storico ristretto, è una mossa indispensabile e vincente, sotto il profilo della vivibilità e della conservazione del patrimonio cittadino. Avere un centro storico pedonale, in cui passeggiare con tranquillità, facendo compere o visitando chiese e palazzi, è il tesoro più prezioso per qualunque città che voglia proporsi come turistica. Tanto più Chieri, che si offre come ponte tra area metropolitana e campagna, prima oasi verde del "fuori porta" di Torino, non può certo permettere ai tubi di scappamento di inquinare il centro storico.
L'intento è quello di invogliare cittadini e visitatori a lasciare l'auto prima possibile e proseguire a piedi o in pullman. L'allungamento della tratta delle linee urbane (1 e 2) che dalle diverse periferie urbane oggi raggiungono il centro, e il potenziamento del 30, che giunge da Torino, sono elementi indispensabili per creare le giuste alternative al mezzo privato. Il sistema Movicentro, con la rivoluzione della stazione ferroviaria e - si spera al più presto - il miglioramento del servizio Trenitalia, completeranno il quadro.