La Regione Piemonte, attenta alle problematiche del commercio urbano ha predisposto degli specifici strumenti di sostegno. Tra le iniziative poste in essere dall'amministrazione, a favore dello sviluppo commerciale cittadino, spicca il Piano di Qualificazione Urbana (Pqu) del centro storico, che per molti versi racchiude e compendia i vari interventi già realizzati o in corso d'opera, a favore dell'economia locale.
"In un mercato sempre più liberalizzato, che valorizza la competizione e lascia agli attori del commercio ampie possibilità di promozione e concorrenza, le amministrazioni devono slegarsi dalle vecchie logiche di protezione e puntare decisamente ad assecondare gli esiti naturali del mercato stesso - spiega Lorenzo Vergnano del CATCOM (Centro di Assistenza Tecnica per il Commercio), curatore del Pqu del centro storico chierese - La situazione commerciale che si delinea in una città come Chieri vede, da un lato, il sorgere di centri di media e grande distribuzione (nei luoghi periferici dell'abitato), dall'altro il raccogliersi delle attività specializzate nel centro storico (abbigliamento, artigianato, prodotti tipici, pubblici esercizi). Sono due realtà che possono convivere bene quanto più si differenziano nell'offerta: se il supermercato offre l'acquisto rapido e generico, il centro storico deve puntare sull'eccellenza e la tipicità dell'offerta".
Quali obiettivi si perseguono con il Pqu in corso di elaborazione?
"Rendere il centro storico un luogo accessibile e attrattivo, attraverso gli interventi previsti dal Piano Generale Urbano del Traffico, attraverso il mantenimento e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, il miglioramento della rete commerciale. Promuovere e gestire meglio il commercio stesso, consolidando il calendario delle manifestazioni e pensando a nuove agevolazioni per gli esercenti".
Quali sono gli interventi concreti previsti dal Piano?
"Il centro storico preso in considerazione è quello indicato come A1, ovvero la zona più prettamente medievale della città. L'addensamento conta 341 negozi per 23 mila metri quadri di superficie di vendita, ai quali si aggiungono 56 pubblici esercizi con 4.500 metri quadri di offerta, senza contare i due mercati di piazza Europa e piazza Dante. Il Pqu prevede diversi tipi di interventi: di iniziativa comunale (promozione, deroghe, facilitazioni), di riqualificazione immobiliare da parte di privati (molti già realizzati), di imprese commerciali sui locali commerciali stessi (ristrutturazioni in armonia con il Piano d'immagine) e infine interventi strutturali di iniziativa comunale (lavori e ristrutturazioni su strade e palazzi). Questi interventi, in particolare, sono già in parte realizzati (Arco, Tabasso, zona pedonale di via Vittorio) o in corso d'opera (vicoli del centro storico). La parte "nuova" per cui il Pqu ha richiesto un finanziamento dalla Regione è quella dell'asse di via Carlo Alberto e del tratto di via Vittorio da piazza Cavour all'inizio dell'isola pedonale".
Quali invece gli interventi di politica commerciale?
"Oltre che dal punto di vista dell'immagine è necessario che il centro storico cambi mentalità. Occorre pensare al cuore della città come ad un centro commerciale naturale, in cui tutti i negozi lavorano secondo una logica comune, in concorrenza specifica, magari, ma uniti nel promuovere insieme il territorio che condividono. Sono logiche ben chiare ai centri commerciali tradizionali. In un tessuto urbano già costituito, legato ancora a vecchi meccanismi, il cambiamento di mentalità è più difficile, ma l'amministrazione può aiutare i commercianti a realizzarlo. Gli strumenti sono tanti: agevolazioni e finanziamenti, promozione attraverso manifestazioni e marchi di qualità, deroghe sull'orario e sui giorni di chiusura obbligatori. Tutto questo deve essere naturalmente concordato con gli esercenti, chiamati in prima persona a decidere del loro futuro".