Il Bilancio comunale è lo strumento principe della programmazione amministrativa. "Il documento di previsione quest'anno è stato approvato a gennaio, con un anticipo mirato - rispetto ai consueti ritmi delle amministrazioni - che consentirà di renderlo esecutivo in tempi rapidi. Partire per tempo significa raggiungere gli obiettivi con sicurezza e senza affanno" spiega l'assessore alle Finanze Aldo Vergnano.
Ma come funziona un Bilancio comunale? E cosa distingue quello del 2003? "Il Bilancio di una pubblica amministrazione è lo strumento economico con cui vengono finanziate le attività comunali - illustra Vergnano - A differenza del settore privato, dove per bilancio si intende il rendiconto dell'anno trascorso, il settore pubblico utilizza questo documento per programmare entrate e uscite negli anni successivi. Data la natura non speculativa delle attività comunali, il Bilancio di un Comune dovrà sempre prevedere il pareggio di entrate e uscite, ovvero non può fare utile, né contemplare perdite. Per redigere un Bilancio si parte dall'analisi delle necessità del territorio, si tiene conto dei vincoli finanziari e si dispone un documento programmatico. La finanziaria comunale, quindi, è composta dal Bilancio di previsione, che indica la stima delle entrate, i limiti di spesa per l'erogazione dei servizi e i nuovi investimenti realizzabili.
E dalla Relazione Previsionale Programmatica, che analizza le risorse, "fotografa" la situazione del territorio e decide la destinazione dei fondi disponibili ai diversi programmi e servizi.
Dopo l'approvazione di questi due documenti da parte del Consiglio Comunale, l'amministrazione elabora il Piano Esecutivo di Gestione, con cui le risorse finanziarie, umane e strumentali vengono assegnate alla dirigenza, indicando con maggior dettaglio la via per raggiungere gli obiettivi.
Per il Bilancio 2003, l'amministrazione ha dovuto tener conto di vincoli finanziari precisi, ha deciso di mantenere una precisa politica tributaria e tariffaria che non colpisse il cittadino e che consentisse di mantenere gli standard dei servizi erogati, ha valutato le risorse disponibili e ha, infine, disposto un piano di nuovi investimenti".
MAGGIORI SPESE CORRENTI
Le spese correnti del Comune devono tener conto di alcuni aumenti fisiologici, che si manifestano ogni anno e dipendono soltanto in parte dall'amministrazione. Si tratta dell'adeguamento degli stipendi del personale (che quest'anno non aumenta di unità, come imposto dai vincoli precedenti) e del costo del debito accumulato negli anni per coprire tutti gli investimenti, frutto di decisioni prese a lungo termine.
TRIBUTI E TARIFFE: COSA CAMBIA ?
Sulla base dei vincoli e dell'evoluzione delle spese correnti, l'amministrazione ha deciso di intraprendere una politica tributaria e tariffaria che non gravi troppo sul cittadino. Confermate come stabili l'Ici e l'addizionale Irpef, il Bilancio 2003 ritocca soltanto - in modo limitato - le tariffe dei servizi pubblici. Si tratta dei servizi a domanda individuale, regolati dall'Isee, il cosiddetto Redditometro. Dopo tre anni senza alcun aumento, le tariffe per mense e asili nido subiscono un parziale recupero dell'inflazione, che nel frattempo ha fatto lievitare i costi. Dal prossimo settembre saliranno mediamente del 4 per cento rispetto all'anno scolastico in corso. L'incremento è concentrato sulle fasce di utenti a maggior reddito. Da quest'anno, inoltre, rientrano nell'Isee anche le tariffe per mense e soggiorni marini per anziani.
GLI EQUILIBRI DI BILANCIO
Il Bilancio pareggia sui 62 milioni e 385 mila euro circa (al netto delle spese per servizi per conto terzi e anticipazione di tesoreria).
In particolare, si osservano due livelli di pareggio.
Quello totale su cui si assesta il Bilancio e quello tra le entrate correnti e le spese correnti (24 milioni e 157 mila euro), che dà la misura delle possibilità di manovra effettive da parte dell'amministrazione. La restante cifra, destinata agli investimenti, è di 38 milioni e 228 mila euro.
LE ENTRATE CORRENTI
Vediamo ora nel dettaglio in cosa consistono le entrate correnti. I grafici presentati qui sotto illustrano le proporzioni degli incassi comunali. Fino a dieci anni fa la fetta dei trasferimenti (da Stato, Regione, Provincia) era ben più ampia (oltre il 50 per cento del totale), da tempo, però, l'evoluzione legislativa prevede che il Comune si regga sempre più sulle proprie forze. Si comprende così come la fetta maggiore degli introiti venga dalle entrate tributarie (Ici, Irpef, tasse).
Seguono le entrate extratributarie, che comprendono gli introiti derivanti dai beni comunali, dagli affitti delle case alle farmacie comunali (anche se le entrate delle farmacie vanno in parte spese per il loro mantenimento).
Dopo i trasferimenti, le entrate derivanti dai servizi a domanda individuale sono la fetta più piccola.
I PROGRAMMI, PROGETTI, INVESTIMENTI
Entrando nel dettaglio della spesa pubblica, si può vedere come la maggior parte dei fondi disponibili vada per il sostegno sociale, le opere pubbliche, la manutenzione e i progetti educativi. Nella tabella sotto si possono osservare, voce per voce, gli stanziamenti in base a ciascun programma, da quest’anno alle previsioni per il 2005.
GLI INVESTIMENTI
Mettendo, infine, a nudo l'elenco degli investimenti per tipologia di intervento (al netto degli investimenti finanziari e delle anticipazioni), si nota come l'amministrazione intenda puntare su alcuni settori specifici.
Per esempio: lo Sport, che da tempo attende risorse, a fronte di uno sviluppo sorprendente delle attività; l'area industriale, che grazie all'intervento dei privati vive finalmente il suo sviluppo; le scuole, che affrontano in questi anni una seria messa a punto sotto il profilo della sicurezza. Per far fronte alla spesa l'amministrazione punta su tre tipi di soluzioni (indicate nella tabella finanziamento): valorizzazione delle risorse proprie, trasferimenti con il coinvolgimento dei privati e mercato del credito (prestiti).
LA SPESA SOCIALE DEL COMUNE
Una parte rilevante della spesa corrente annuale del Comune di Chieri è destinata all'erogazione di servizi sociali in senso stretto (sussidi economici, aiuti alla locazione, assistenza all'handicap, rette per minori e anziani in comunità e istituti di ricovero, etc.) o socio-educativi (assistenza scolastica, asili nido, mense scolastiche, attività educative in genere, etc.).
Se separiamo dalla spesa corrente complessiva quella parte che non dipende strettamente dalle scelte politiche dell'Amministrazione, poiché dedicata al mantenimento di servizi a carattere istituzionale-obbligatorio, e le spese per il pagamento di capitale e interessi sui prestiti contratti in precedenza (che discendono sì da scelte politiche, ma di medio lungo periodo), possiamo osservare come il 31 per cento delle rimanenti risorse disponibili è dedicato alla cosiddetta "spesa sociale", a sostegno della famiglia, dell'infanzia o, comunque, delle fasce deboli di concittadini. Un altro 26 per cento è invece dedicato alle attività connesse all'istruzione e allo sport. Emerge, quindi, un quadro di scelte politiche fortemente orientate verso la solidarietà e il benessere della persona nel suo complesso, delle famiglie.
Una consistente fetta delle risorse dedicate alle attività più strettamente socio-assistenziali viene data in gestione al "CONSORZIO DEI SERVIZI SOCIOASSITENZIALI DEL CHIERESE", costituito dal Comune di Chieri e dagli altri 23 comuni facenti parte della ex USL 30 per la gestione associata, e territorialmente omogenea e coordinata, di tali servizi. E' il Consorzio, quindi, che si occupa di realizzare concretamente gli interventi in campo sociale, attraverso personale, strutture e risorse preposte.
Ogni anno il Comune di Chieri trasferisce al Consorzio circa 1.200.000 euro, quasi altrettanto trasferiscono, complessivamente, gli altri Comuni. Una parte significativa delle risorse di cui dispone il Consorzio derivano poi da trasferimenti di altri enti (Regione, Provincia e ASL) e dall'incasso di rette per il concorso al sostenimento del costo di alcuni servizi (per esempio: rette di ricovero nella comunità alloggio per portatori di handicap).
"Sul fronte dei trasferimenti da parte della Regione, i più consistenti, occorre osservare con rammarico come gli stessi, per motivi "storici" che ben conosciamo ma che non possiamo assolutamente condividere, si attestino su importi molto inferiori a quelli attribuiti alla quasi totalità dei consorzi costituiti in Piemonte - nota l'assessore alle Finanze Aldo Vergnano - Tale anomalia, che solo in queste ultime settimane pare avviarsi verso un lento cammino di "normalizzazione" (che richiederà, temiamo, anni) fa sì che il Comune di Chieri, al pari di altri "colleghi" del Consorzio, debba sborsare molto più di altre realtà simili della regione per offrire pari livello di servizi".
Al fine di analizzare più compiutamente la disponibilità e l'impiego di risorse del Comune per il 2003, si riportano alcuni dati di sintesi del bilancio che il Consorzio ha predisposto per quest'anno, sottolineando come l'analisi che segue non voglia essere l'illustrazione delle complesse e articolate attività consortili, che richiederebbero un intervento molto più approfondito e qualificato della mera sintesi dei dati di bilancio.
Il bilancio del Consorzio, al netto delle spese per servizi per conto terzi, quadra a 5.526.211 euro.
Apparirà evidente come, a differenza del Comune, le risorse di questo ente sono quasi totalmente trasferite da enti terzi (Comuni, Regione, Provincia, ASL); le risorse proprie, infatti, sono assai poco significative poiché il Consorzio, in quanto ente strumentale di altri enti, non ha alcuna autonomia impositiva (facoltà di imporre tributi) e scarsa possibilità di reperire risorse derivanti dalle proprie attività.