Per la prima volta nella storia degli ultimi decenni a Chieri si è messo all'ordine del giorno il problema del patrimonio comunale. Case, palazzi, monumenti, vecchie fabbriche dismesse, costituiscono un bene prezioso e al tempo stesso impegnativo per il Comune. L'esigenza di intervenire in modo massiccio sugli aspetti di manutenzione, l'alto costo della gestione degli immobili e la necessità di adeguare gli spazi alle diverse esigenze dei servizi comunali, hanno portato l'amministrazione a definire una precisa strategia per il proprio patrimonio. Il sindaco Agostino Gay ne spiega le ragioni e le conseguenze. Quali sono le linee portanti di questa strategia?
"I punti di partenza sono stati due: l'esigenza di utilizzare al meglio il Palazzo municipale (ristrutturandolo, liberandolo dalle funzioni improprie, concentrandovi quanto più possibile i servizi comunali) e di potenziare i servizi sanitari e culturali, che necessitano di appositi e più significativi spazi. L'Asl chiedeva di ampliarsi accanto all'ospedale, alla biblioteca occorreva una struttura più moderna... È nata così l'idea di concentrare in diversi "Poli", localizzati in punti strategici della città, i servizi tra loro collegati: cultura, sanità, scuola, commercio, industria. Una soluzione che consente un servizio migliore e una gestione più oculata e mirata del patrimonio comunale. Per realizzarla si è reso necessario operare acquisizioni e alienazioni. In parole povere, il Comune ha deciso di vendere alcuni immobili e di comprarne altri, in base alla destinazione e alla convenienza". Quali sono stati gli immobili coinvolti nella compravendita?
"Pezzi forti di questa strategia sono state l'acquisizione dell'ex cotonificio Tabasso e l'alienazione dell'ex cotonificio Gaidano, operazioni che stanno rendendo possibili la realizzazione del Polo culturale cittadino e di un Polo sanitario che riunisca in un unico luogo i servizi ospedalieri e quelli ambulatoriali. Da queste operazioni è derivata la scelta di alienare l'edificio che ospita in piazza Mazzini il Poliambulatorio, una volta che quest'ultimo si sia trasferito in piazza Pellico, al posto della biblioteca civica già spostata alla Tabasso. Sempre in base a questo disegno e in seguito alla riorganizzazione del Palazzo municipale è derivata la scelta di dare adeguata ospitalità presso il vecchio Mattatoio a quei servizi (Centri di raccolta, Protezione civile, Donatori di sangue) ritenuti di pubblica utilità". Che ne è stato invece degli edifici storici?
"Il rimanente patrimonio comunale (esclusi gli edifici scolastici) richiede una trattazione a parte. Ristrutturati l'Arco trionfale ed il campanile di San Giorgio, due simboli della città, di non facile soluzione è risultato l'approccio alla destinazione d'uso di Palazzo Valfré, di Palazzo Opesso, del Castello di Pessione e dell'ex convento di Santa Chiara. Dopo lunghi anni d'attesa trascorsi a verificare ipotesi di utilizzo e possibilità di finanziamenti esterni si è deciso, per i primi tre, di rivolgersi al mercato. Alienarli ha consentito di arrestare il loro degrado e nel contempo fare cassa. I giusti limiti posti dalla Sovrintendenza, che condizionano interventi radicali (quelli necessari per rendere quegli edifici funzionali) hanno vanificato i progetti messi in campo e l'amministrazione ha abbandonato le affascinanti ma impraticabili ipotesi di utilizzo. Con quanti impresari, con quante associazioni e cooperative si è tentato di ipotizzare soluzioni residenziali per il castello di Pessione, che soddisfacessero prima di tutto gli interessi collettivi! Quante volte si è dovuto constatare che gli eventuali spazi dietro una facciata sicuramente pregevole impedivano in Palazzo Valfré la realizzazione dei servizi culturali che vi si auspicavano!". Non potevano essere utilizzati come sedi espositive o musei?
"Chieri dispone di una documentazione significativa per numerosi periodi storici e per diversi settori, e attorno a questo patrimonio culturale ha senso strutturare ordinati spazi espositivi. Meno senso ha prevedere per questi delle sedi diverse: museo archeologico qui, museo civico là, museo tessile qui, pinacoteca là e via discorrendo. Di qui è nata l'idea di un museo civico unico alla Tabasso. Di qui la conseguente scelta di sacrificare altre ipotesi, interessanti ma parziali. Per citarne almeno una (esplorata addirittura con un progetto preliminare e con già l'assenso della Sovrintendenza) ricordo che, prima che si profilasse all'orizzonte l'acquisto della Tabasso, si era pensato di realizzare il museo archeologico nei locali dell'ex convento di Santa Chiara. Il costo previsto per il recupero dell'area necessaria (meno della metà dell'edificio) ammontava, cinque anni fa, a più di cinque miliardi di lire e altri due sarebbero stati necessari per l'allestimento. Anche tralasciando gli aspetti relativi ai successivi costi di gestione, il fatto che il resto della documentazione interessata all'esposizione non avrebbe avuto lì collocazione la dice tutta sui vantaggi dell'operazione Tabasso". Quale sarà il nuovo assetto urbano, una volta riorganizzato il patrimonio comunale?
I servizi offerti alla città graviteranno essenzialmente su sei Poli distinti: Cultura alla Tabasso, Sanità in via De Maria, cui si aggiungono Scuola in via Montessori, Industrie a Fontaneto, Sport in zona San Silvestro e Centro commerciale al Gialdo. Da non dimenticare il Municipio di via Palazzo di Città, che con lo Sportello Unico offre un efficace sesto Polo Amministrativo. Si tratta di spazi che verranno attrezzati con parcheggi e servizi appropriati, in modo che il cittadino possa trovare, in un solo luogo, tutto quel che concerne un determinato servizio. Piano regolatore e Piano urbano del traffico saranno, infine, modellati per agevolare la fruizione di ciascun Polo.