Questo numero della rivista è imperniato sul bilancio preventivo del 2003 così come approvato dal Consiglio Comunale nel mese di Gennaio.
E’ un bilancio senza grandi novità rispetto al passato, ma proprio per questo un bilancio coraggioso che conferma le scelte impegnative sulle politiche sociali e sul piano degli investimenti.
Il carico finanziario da questi determinato, infatti, avrebbe potuto indurre soprattutto per le opere pubbliche, ad un loro anche drastico ridimensionamento, alto e progressivo com’è il livello del nostro debito.
Pur sofferta si è confermata, dunque, la linea degli ultimi anni che ha privilegiato la scelta di dotare subito la città delle opere di cui necessita. E’ anche per questo, perchè sono queste a determinare il livello di indebitamento, che abbiamo ritenuto di richiamare le opere realizzate (scelte fra quelle terminate più recentemente) e quelle in fase di realizzazione.
Ci sembra infatti doveroso rendere conto di come si spendono i soldi pubblici, nella convinzione che i cittadini siano soprattutto interessati a che i loro soldi siano spesi per opere di pubblica utilità in una giusta corrispondenza con i costi di realizzazione.
Per esigenze di spazio non siamo ovviamente in grado di richiamare l’elenco completo degli interventi realizzati, per gli impegni assunti in occasione della presentazione del programma, tuttavia sento almeno l’esigenza di rassicurare circa l’attenzione prestata agli aspetti della manutenzione. Anche se più che in altri casi pesano le ristrettezze di soldi e di personale l’impegno a vantaggio del patrimonio comunale (Municipio, Scuole, Impianti Sportivi, ecc.) è alto e costante.
Anche per la spesa sociale non siamo in grado qui di andare ad approfondimenti esaustivi, ma per l’interesse che desta e l’importanza che le attribuiamo abbiamo comunque voluto spendere qualche parola in più. Fra le tante critiche ed osservazioni, infatti, alcune delle quali da tenere in sicura considerazione per il futuro, quella relativa allo scarso impegno a favore del Sociale, ci va stretta.
Al di là delle molteplici iniziative e dei servizi di cui ben prima di noi Chieri si è dotata, valga l’impegno finanziario che per la sola gestione del Consorzio Socioassistenziale il Comune di Chieri sostiene.
Non c’è Comune piemontese che, in rapporto alla popolazione, investa così tanto nei servizi socioassistenziali. Per fare solo qualche esempio, a fronte dei 35 euro per abitante impegnati da Chieri, il Comune di Chivasso impegna 24 euro, il Comune di Moncalieri 25 euro, il Comune di Alba 27 euro.
E dire che Chieri avrebbe un alibi formidabile, penalizzata com’è dai trasferimenti regionali per l’assistenza che vedono, sempre in termini di percentuale in rapporto alla popolazione, la nostra città all’ultimo posto fra i Comuni piemontesi beneficiati.
Se poi, in termini più generali e complessivi, si considera che Chieri è anche all’ultimo posto nell’elenco dei trasferimenti ai Comuni da parte dello Stato ci si rende conto che le scelte operate non sono certo dovute alla casualità o all’abbondanza, ma ad una attenta valutazione della priorità.
Non è necessario confrontarsi con San Giorgio a Cremano, città di 20.000 abitanti alle porte di Napoli, che dallo Stato riceve ogni anno circa 5 milioni di euro più di Chieri, per immaginare come potrebbe essere il nostro bilancio e, quindi, fantasticare sulle cose che si potrebbero fare; basta restare molto più vicini a noi. Per limitarci ad un solo esempio, scelto fra i Comuni di pari popolazione e condizione vediamo che Alba riceve in trasferimenti dallo Stato ogni anno circa 1,6 milioni di euro in più di Chieri.
Il riferimento ad altre realtà comunali, in ogni caso, non essendo nostra abitudine lamentarci, ha lo scopo di fornire ulteriori elementi di conoscenza per una valutazione più obiettiva della politica di bilancio. Spesso, infatti, nelle proposte o nelle richieste avanzate è esplicito il riferimento a quel che viene fatto in altri Comuni; non che manchino in Italia esempi utili ed intelligenti da imitare, anzi, ma il sapere che si hanno meno soldi di altri credo sia utile per dimensionare più correttamente le aspettative.
Accanto al Bilancio trova spazio in questo numero una prima informazione sul percorso verso la Variante Strutturale.
E’ vero che attraverso lo strumento di AGENDA 21 è in atto una consultazione approfondita su tutti i nodi relativi alla pianificazione in atto, ma è nostra intenzione per quanto è possibile estendere ancora di più il momento partecipativo sull’atto che determinerà il futuro urbanistico della Città. Da queste pagine vogliamo lanciare l’invito ad intervenire nel dibattito che è importante che non sia limitato all’ambito politico.
La scelta di voler coniugare sviluppo urbanistico ed industriale con la salvaguardia dei beni ambientali di cui Chieri è ricca è già stata presa da questa Amministrazione; ma gli aspetti del quanto e del come sono tutti da approfondire.
Mi auguro, che, andando al di là delle divergenze su singoli aspetti, si abbia voglia di cogliere l’opportunità di contribuire a scrivere il futuro della nostra città.