Rifondazione comunista Difficile parlare dei referendum del 15 giugno. Sconfitta? Certo un'indubbia sconfitta se ci si ferma alla semplicistica valutazione che non hanno raggiunto il quorum, come molti auspicavano e volevano, e se si dà una miope lettura del dato referendario.
Ma andiamo con ordine..
I referendum per i diritti hanno subito una pesante campagna di boicottaggio, anche nella nostra città, sia da parte delle forze politiche 'confindustriali' e 'berlusconiane', sia da parte dei partiti e della giunta di centro sinistra della quale ne sono espressione.. la scelta è stata quella del 'non confronto ' e del silenzio. La disinformazione dei cittadini chieresi sui quesiti era reale e palpabile. Ce ne siamo accorti mentre cercavamo ai mercati, ai centri commerciali, davanti le fabbriche di spiegare le motivazioni dei referendum.. e mentre altri dicevano di andare al mare.. (lamentandosi poi della disaffezione al voto della gente). Per esempio il tradizionale incontro interpartitico per la campagna referendaria è stato indetto solamente a 10 giorni dalla data del voto e non 30 giorni prima come normalmente avviene in altre occasioni, nonostante una nostra precisa richiesta consegnata ai primi di maggio. Chiaro sintomo di sufficienza rispetto ai temi affrontati dai referendum.. che ha evidenziato una precisa volontà di emarginazione delle questioni lavoro e ambiente e un rozzo tentativo di farle passare sotto silenzio.
Nessuna delle forza politiche presenti ha accennato a richiedere spazi o materiali, solo Rifondazione, i Verdi e il Comitato per il Si, si sono interessati ad avere in uso piazze, servizi e strutture. Qualcuno ha visto negli appositi spazi qualche manifesto che invitava al voto per il NO o, peggio, a disertare i seggi?
Solo il Circolo Pertini ha organizzato un incontro per discutere delle diverse posizioni sui referendum, dove la quasi totalità dei presenti, indipendentemente dal partito o organizzazione di appartenenza si è espressa per il voto e per il SI; incontro nel quale hanno brillato per la loro assenza i nostri governanti e non, e la nostra 'nomenklatura' chierese..
Certo è che si ricordano dell'esistenza di una forza di sinistra alternativa come la nostra o del movimento locale, ultimamente cresciuto e dispiegatosi contro la guerra 'senza se e senza mà e per la difesa e l'ampliamento dei diritti di tutte e tutti, solo in occasione delle elezioni comunali o quando ritengono che potrebbero servire portatori d'acqua, purché non troppo pretenziosi.
Ma come recita una famosa frase di Totò "Qua nessuno è fesso!".
Lettura miope del dato referendario, dicevo, perché nonostante tutto il 28% dei cittadini chieresi (quasi 3700 votanti) si è espresso, e si è espresso bene, garantendo ai SI l'85% dei voti.. 3700 cittadini vi sembrano pochi? NO, sono una grossa fetta dell'elettorato di sinistra, del movimento, dei Verdi e del centro-sinistra, messi insieme. Anche da questo dato ripartiremo per fare le nostre scelte di politica locale, sicuramente non dimenticando o stendendo un velo pietoso su quelle che consideriamo le 'malefatte' della giunta e di coloro che la compongono.
Le elezioni del 2004 si avvicinano, sicuramente avremo possibilità di confronto e chiarimenti con le forze del centro sinistra, ma il rapporto con esse si è fatto estremamente più difficile. Non è una previsione, si tratta semplicemente di una constatazione, in quanto il cammino per i diritti di tutte tutti si è fatto più complicato e ciò rende maggiormente impervia una strada già di per sé molto irta e faticosa.
Per il Gruppo Consiliare
di Rifondazione Comunista
Luigi Cerini