Una nuova strada, una rotonda, un palazzo che cresce. Ci sono opere pubbliche immediatamente visibili e apprezzabili per il loro valore. Un tombino, una fogna, un depuratore, sono invece lavori "sommersi", poco visibili e spesso scomodi. Ci si ricorda delle fogne quando danno problemi di smaltimento, o quando i cantieri "rompono" la strada e le abitudini di chi la percorre. Eppure la rete fognaria di una città è un'opera determinante per la vita stessa dei suoi abitanti e la sua manutenzione è un dovere primario di ogni amministrazione.
Una recente normativa (legge 152/99) ha stabilito che, entro qualche anno, ogni Comune debba avere in "gestione unica integrata" tutto il ciclo delle acque: acquedotto, fogne e depurazione. L'intento è quello di coordinare meglio i servizi correlati al rifornimento e allo smaltimento delle acque (bianche, nere, reflue) e la stessa legge indica norme severe e criteri di qualità da applicare nella gestione della rete integrata. L'Autorità d'Ambito della Provincia (Ato) ha quindi censito e indicato le ditte in grado di svolgere in modo corretto un lavoro simile, autorizzando le più idonee a proporsi per la gestione integrata.
Lavori in via Conte Rossi di Montelera
A Chieri, dal gennaio 2003, i servizi di fogne e depurazione sono stati affidati alla Smat di Torino, mentre l'acquedotto è ancora gestito dalla Sap (Società acque potabili), almeno fino a scadenza contratto. Ma in che condizioni sono le fogne chieresi oggi? Quali lavori sono stati fatti e quali sono da fare? Per avere un'idea dello stato attuale e degli sviluppi futuri della rete fognaria chierese occorre fare un salto indietro nel tempo.
Dal 1996 al 2001: via gli scarichi dai rii
L'attuale amministrazione ha ereditato una situazione fognaria molto complessa, con una rete di tubature a dir poco vetuste, sulle quali si erano accumulati interventi di rattoppo, nuove installazioni e intricati scavalcamenti: in breve, un groviglio di tubi e condotte, per i quali mancava spesso persino la mappatura. Il dato immediatamente percepibile era che tanta parte degli scarichi neri confluiva ancora nei rii cittadini, con grave danno ambientale e pericolo per la sicurezza, in caso di esondazione. Dal 1996 al 2001 i grossi lavori alla rete fognaria hanno puntato all'eliminazione degli scarichi dai rii, mediante la costruzione di condotte dirette ai tre depuratori della città: in strada Fontaneto, a Pessione e in strada Buttigliera. Corso Matteotti e Valle Pasano Da corso Matteotti, di fronte all'ex studio 5, a strada Valle Pasano, fino a via Gran Paradiso, sono stati realizzati 900 metri di nuove fogne. Si tratta di tubi in turbocentrifugato, dal diametro di 100-150 millimetri, per una spesa netta di 1.386.215 euro. Il lavoro è servito ad eliminare tutti gli scarichi di acque nere che, per quel tratto, buttavano nel rio Pasano. Via Legnanino e via Claret Altri 480 metri di turbocentrofigato sono stati interrati da via Legnanino angolo via Claret fino al ponte sul rio Tepice, sulla statale 10 (presso l'albero dei Tre Re) con un costo di progetto di 454.937 euro. Un intervento che ha consentito l'eliminazione degli scarichi di acque nere che prima buttavano nel fosso a valle di via Legnanino e finivano poi nel rio Tepice. Strada Cambiano e strada Fontaneto Il rio Vallero è stato liberato dalle acque reflue (nera e mista) della zona residenziale compresa tra strada Cambiano (tra via Costaguta e via Galletti) e strada Fontaneto (fino all'incrocio con via Cafasso). Il lavoro è costato 316.588 euro, per 965 metri di tubazioni dal diametro di 800-1200 millimetri.
Dal 2001 a oggi: si lavora ai depuratori
Da giugno 2001 in poi, accanto ai lavori di "pulizia" dei rii, è iniziata la programmazione di interventi ancora più corposi. L'intento è quello di potenziare e razionalizzare i depuratori di zona, realizzando una rete fognaria consortile che comprenda anche gli scarichi di Comuni vicini, in modo da consentire una gestione più razionale del ciclo delle acque. In questi anni interviene per la prima volta la Smat, destinata a rilevare la gestione della rete nascente.
Via Conte Rossi di Montelera
Intervento principe del giugno 2003 è la costruzione della rete fognaria da via Montù angolo via Conte Rossi di Montelera fino a via Brofferio. Una tubazione di 908 metri, in pvc, da 500 millimetri di diametro, costata 495.899 euro. Il risultato: sono stati eliminati gli scarichi di acque nere nel tratto di rio Pasano, che corre intubato lungo via Conte Rossi di Montelera. Via Albussano Poco più di 200 metri di tubi, sufficienti però ad eliminare le acque reflue di via Albussano dal rio Pasano. L'allacciamento alla rete comunale della fognatura di via Albussano, con superamento in galleria del rio, è costato 122.370 euro e ha dato nuovi scarichi al tratto dall'incrocio con vicolo Albussano fino a corso Matteotti. Rete fognaria consortile della collina torinese: Andezeno, Montalto, Pavarolo Un progetto da 2.655.810 euro, ancora in fase di completamento, per realizzare una rete fognaria consortile per le acque nere lungo l'asse Pavarolo, Montaldo, Andezeno, Chieri, che raccolga i liquami e li diriga al depuratore strada Fontaneto. Si tratta di 15 mila metri di fogne che consentiranno di eliminare i dispendiosi depuratori sparsi sul territorio dei Comuni consorziati (a Chieri quello di strada Buttigliera). Gli effetti immediati saranno la diminuzione dell'inquinamento dei corsi d'acqua e la raccolta degli scarichi di Andezeno, Comune privo di depuratore.
Opere in progetto
In linea con le direttive dell'Ato e a seguito dell'intervento della Smat, proseguono oggi i lavori impostati, mente altri vengono messi in progetto. Dei tre depuratori chieresi, in strada Fontaneto, a Pessione e in strada Buttigliera, l'ultimo scarica ancora nel rio. L'intenzione dell'amministrazione è di eliminarlo, convogliando gli scarichi a Fontaneto. Per farlo, però, occorre innanzitutto potenziare il depuratore destinato ad accoglierlo.
L'ampliamento dell'impianto di strada Fontaneto - già avviato - comporta anche un'importante ripartizione degli scarichi. Acque reflue e acque piovane, infatti, verranno separate in due diverse condotte: questo faciliterà lo smaltimento in caso di pioggia o di alluvione.
Quando questo depuratore andrà a regime la rete consortile potrà allargarsi alla zona di Airali, coinvolgendo Marentino, una seconda parte di Montaldo e Poirino. La Smat punta infine al collegamento del depuratore chierese alle reti dei Comuni di Pino e Baldissero, coinvolgendo, nell'occasione, i tratti di strada Roaschia verso il rio Vallero, strada valle Ceppi, strada Caprigliano e Canarone.