Si è svolta dal 23 al 28 settembre la terza edizione del Concorso Internazionale "Giovani Interpreti Città di Chieri". Si può dire che sotto la volta della sala Conceria sono risuonate più lingue unite da quell'affascinante e immediata forma d'espressione che è la musica: Italia, Francia, Svizzera, Russia, Bulgaria, Croazia, Giappone, Stati Uniti e Colombia questi erano i paesi presenti nell'importante competizione. Il Concorso di quest'anno è stato caratterizzato da un'impennata delle iscrizioni provenienti dall'estero, allargando così l'internazionalità dell'evento che si sta rivelando un veicolo di non indifferente peso nella promozione di Chieri nell'ambito dei circuiti turistici. Oltre ai siti ufficiali (Musicalchairs, Promart, Regione Piemonte) il nome della nostra città è comparso in ben ventuno altri siti dalla Polonia alla Russia, dagli Stati Uniti al Giappone. La giuria, presieduta dal compositore Gianni Possio, era composta da musicisti di ampia reputazione internazionale: Renate Kreiselmeyer (Germania), Francesca Camerana Gentile, Guido Tagliabue, Pietro Marchetti, Ugo Favaro, Natalino Ricciardo, Luigi Magistrelli (Italia), Kurt Weber (Svizzera), Walter Bellagamba (Francia), Frank Minderaa, Henk van Twillert (Olanda). Il livello qualitativo dei candidati è risultato assai elevato, anche in quelli esclusi sono state riscontrate potenzialità musicali che vanno rafforzate e razionalizzate nell'approccio interpretativo.
Un concorso non è solo occasione per fare musica, ma anche momento di socializzazione e di scambio di esperienze tra giovani provenienti da paesi e culture diverse. Nelle intense prove e audizioni i ragazzi hanno trovato anche il tempo per conoscere un po' Chieri. Tra i luoghi che hanno raccolto maggiori consensi troviamo la rocca di San Giorgio, il Duomo con gli affreschi del battistero, San Domenico con il ciclo del Moncalvo e San Bernardino. Gli ospiti, sia italiani che stranieri, si sono dichiarati contenti dell'ospitalità ricevuta ed hanno trovato la nostra città assai gradevole. Elogi per l'isola pedonale, con l'Arco ritornato al suo antico splendore, ritenuta accogliente ma un po' spartana nell'arredamento. Ovunque sono andati hanno riscontrato una cultura dell'accoglienza abbastanza radicata e questo costituisce uno degli elementi fondamentali per aspirare al ruolo di città d'arte. Risultati, quindi, ampiamente positivi: il Concorso ha rafforzato la sua autorevolezza e visibilità a livello internazionale e sta contribuendo a rendere noto il nome di Chieri al di fuori dei confini nazionali.