UN ALTRO MONDO POSSIBILE SI COSTRUISCE ANCHE A CHIERI
Potremmo far finta di nulla e continuare a pensare che tutto va bene, che viviamo in un ambiente sano, che offre molte possibilità di avere un lavoro soddisfacente per costruire una famiglia e dare un futuro ai giovani, che viviamo in una nazione democratica impegnata a livello internazionale per aiutare chi ancora non può permettersi ciò che abbiamo noi…Potremmo, ma sarebbe un grave errore. Improvvisamente nella nostra vita di tutti i giorni è ricomparsa la guerra, quella vera, quella che solo chi ha più di sessant'anni ricorda perché l'ha vissuta e subìta. In questi anni, dalla caduta del muro di Berlino in poi, la guerra è tornata ad essere un fatto normale: l'invasione del Kuwait e la prima guerra in Irak, poi la tragedia jugoslava, poi il genocidio in Rwanda. Dall'11 settembre 2001 si è manifestato con brutale violenza il terrorismo internazionale, al quale si è risposto con altre guerre, prima in Afghanistan e oggi ancora in Irak. E domani?
La spirale guerra/ terrorismo non è un fatto casuale, ma l'effetto di una strategia, assurda e criminale, che ad ogni atto violento ne contrappone uno più cruento ancora. In questo senso la situazione in Palestina dimostra l'inutilità e la miopia di questo sistema, che conduce inevitabilmente alla rovina entrambi i contendenti.
Se un tempo la guerra era la politica fatta con altri mezzi, oggi si può dire che sia l'economia fatta con altri mezzi. Il liberismo spinge alla guerra e la guerra a sua volta sostiene il liberismo.
A sua volta il terrorismo appare come uno strumento necessario per continuare a mantenere e ad estendere un apparato militare e di sicurezza che altrimenti non avrebbe ragione di essere.
In questo quadro si è inserito il governo Berlusconi, portando l'Italia in guerra senza il consenso né del Parlamento né tanto meno della popolazione. Nello stesso tempo all'ondata repressiva internazionale corrisponde una pesante riduzione dei diritti e delle garanzie per i lavoratori e i cittadini: precarizzazione del lavoro, privatizzazione dei servizi essenziali, riduzione degli spazi democratici, devastazione dell'ambiente…
La risposta dell'opposizione, incarnata dall'Ulivo ed erede dei fallimentari governi Prodi- D'Alema- Amato della scorsa legislatura, è stata assolutamente inadeguata e sorda alle istanze provenienti dai movimenti comparsi in questi anni sulla scena, dai no global alle lotte dei lavoratori metalmeccanici, dalla protesta contro la riforma della scuola sino agli autoferrotranviari e contro lo stoccaggio dei rifiuti nucleari.
Rifondazione Comunista ha invece deciso di condividere e sostenere tutte le battaglie dei movimenti, talvolta in maniera quasi isolata, come nel caso del referendum per l'estensione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, persino osteggiato dai DS e boicottato anche da vasti settori del sindacato.
In vista delle elezioni comunali, procedendo lungo il percorso intrapreso in questi anni, Rifondazione Comunista ha costruito un progetto di Nuovo Municipio elaborato nell'ambito del "Laboratorio Politico a Sinistra per l'altra Chieri possibile". Il metodo di lavoro adottato è stato caratterizzato dal rifiuto di qualunque mercanteggiamento di poltrone con altre forze politiche, ma finalizzato a realizzare un programma partendo dalle esigenze dei cittadini, che direttamente hanno portato contributi e idee originali. Ne è scaturito un documento complesso - disponibile presso il Gruppo Consigliare - che subordina ai valori del lavoro, dell'ambiente e della pace tutte le scelte politiche del comune, in netta contrapposizione con quanto fatto finora - e proposto per il futuro - dalla Giunta uscente, preoccupata di non turbare la suscettibilità dei commercianti e di garantire il massimo guadagno ai palazzinari, senza stare troppo a preoccuparsi dell'inquinamento o di chi non ha neppure un tetto sulla testa!
Rifondazione Comunista è invece convinta che un altro mondo è possibile e si costruisce partendo anche da Chieri, perché è proprio la nostra vita di tutti i giorni, le nostre scelte quotidiane che possono decidere se domani una guerra deve iniziare o finire.
Gruppo Consigliare Rifondazione Comunista - Sinistra Europea