Il contesto generale
I Comuni italiani sono stati chiamati, in questi ultimi anni, a concorrere al rispetto del "patto di stabilità interno": un accordo stipulato fra gli stati membri della Comunità Europea funzionale all'introduzione della moneta unica e rivolto, sostanzialmente, al contenimento del deficit dei conti pubblici.
In questo ambito la politica di bilancio ha dovuto fare i conti con rigorose prescrizioni legislative (blocco pressoché totale delle assunzioni, limite alla spesa corrente e congelamento di taluni tributi locali) e con una riduzione, in termini reali, dei trasferimenti di risorse finanziarie dallo Stato.
In questo rigoroso, benché necessario contesto, il Comune di Chieri si è trovato, inoltre, a dover colmare, in un lento cammino ancora ben lungi dall'essere concluso, una situazione storica di minori trasferimenti rispetto alla media dei Comuni italiani.
Da dove arrivano le risorse
Le risorse necessarie al sostenimento della spesa corrente (quella che si ripete ogni anno) derivano ormai in gran parte "dalle tasche dei cittadini", e come si può osservare nel grafico che segue, l'incidenza dei trasferimenti dallo Stato riveste un'importanza sempre meno significativa.
In tale scenario ha avuto assoluta rilevanza l'attenta gestione delle entrate proprie, sia per garantire lo sviluppo delle fonti di finanziamento necessarie alla sopravvivenza dei servizi, e della loro qualità, che per garantire ai cittadini-contribuenti trasparenza e "giustizia tributaria".
Le principali azioni in tal senso intraprese nel quinquennio che sta per terminare possono essere così riassunte:
- mantenimento di una contenuta aliquota e di una elevata detrazione ICI sulla prima casa;
- capillare azione, con significativi risultati, per l'eliminazione delle sacche di evasione ICI e tassa raccolta rifiuti;
- applicazione dei principi fondamentali dello "Statuto dei contribuenti" (semplificazione degli obblighi, certezza sui tempi di rimborso, diritto a risposte chiare sui dubbi interpretativi delle norme sui tributi locali, facoltà di compensazione fra crediti e debiti tributari);
- introduzione di un sistema di contribuzione ai servizi pubblici (mense, nidi, estate ragazzi, etc.) maggiormente in grado di misurare l'effettiva capacità economica delle famiglie (Indicatore Situazione Economica Equivalente - ISEE);
- mantenimento del costo dei servizi alle famiglie, in special modo quelli legati alla frequenza scolastica, a livelli inferiori al tasso di inflazione reale;
- cura delle risorse proprie diverse dai tributi (efficienza delle aziende "farmacie comunali", reperimento di entrate - affitti - ricavabili da beni comunali quali immobili o siti per la collocazione delle antenne per la telefonia mobile, etc.);
- introduzione della tariffa sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti in luogo della precedente, sommaria, tassa.
Quest'ultimo argomento, di assoluta attualità, merita un cenno di maggiore approfondimento.
Fino a tre anni fa ogni utente contribuiva alla copertura di parte del costo della gestione dei rifiuti sull'unica base dei metri quadrati utilizzati ad abitazione o per attività produttive. Ormai da due anni, la tariffa rifiuti sostituendo la precedente tassa, contribuisce, per obbligo di legge, alla integrale copertura dei costi sostenuti per tale servizio e viene applicata tenendo conto non più solo delle superfici occupate, bensì anche del numero delle persone che le occupano, in applicazione del principio secondo cui "chi più inquina più paga".
Da quest'anno, poi, con l'introduzione del sistema di raccolta porta a porta, che richiede a tutti sicuramente un maggiore impegno, ma che rappresenta un grande ed indispensabile passo avanti in civiltà da parte dell'intera collettività, si passerà ad una puntuale misurazione dei rifiuti indifferenziati prodotti da ciascun utente; su tale misurazione si baserà l’ammontare della tariffa che ciascuno sarà chiamato a versare l'anno successivo.
Il patrimonio comunale
Il patrimonio comunale, soprattutto nella sua parte costituita dai beni immobili, è un bene di tutti che l’Amministrazione si è sentita in dovere di gestire con particolare attenzione.
Si è cercato di "gestire" operando scelte di manutenzione, di dismissione e di rinnovamento.
Con la manutenzione, accompagnata all'adeguamento delle sempre più esigenti norme di sicurezza, si è raggiunto l’obiettivo di mantenere in piena efficienza gli immobili destinati ad essere utilizzati dai cittadini e dai servizi comunali, intervenendo con importanti opere su scuole, strade, giardini e sul palazzo comunale ormai del tutto preservato dai danni dell'invecchiamento.
Si è scelta la dismissione di quegli immobili che non si riteneva opportuno mantenere, poiché inutilizzati o inutilizzabili o inadeguati, a servizio di una fruizione pubblica.
Si è proceduto alla vendita di palazzo Valfrè, che sta per ritrovare la sua dignità con investimenti privati; di palazzo Gaidano, che ospiterà sia i servizi sanitari ora dispersi per la città in luoghi inopportuni (ad esempio gli ambulatori di Piazza Mazzini) sia un capiente parcheggio interrato pubblico. Si è avviata la dismissione di palazzo Opesso e del castello di Pessione, due immobili di indubbio pregio storico/architettonico che non si è ritenuto di lasciare invecchiare in attesa di improbabili e costosissimi interventi pubblici.
Nell'ottica del rinnovamento va invece inquadrata l'utilizzazione dell'area ex Cotonificio Tabasso per ospitare servizi pubblici in ambienti adeguati, infatti oggi ospita già biblioteca e magazzini comunali; la ricollocazione di questi due servizi ha permesso di vendere all'ASL palazzo Gaidano in Via Demaria, ricavandone denaro utile per altri investimenti.
La ricollocazione quindi dei servizi sanitari in quel luogo permetterà a sua volta di liberare il palazzo di Piazza Mazzini che oggi li ospita e che, di proprietà del Comune, potrà a sua volta essere alienato ricavandone risorse per ulteriori investimenti.
La realizzazione della nuova biblioteca nell'area ex CotonificioTabasso è stata finanziata in gran parte con contributi provenienti da terzi (Fondazioni Bancarie, Regione, Stato); sono in corso le operazioni per reperire i finanziamenti necessari a completare quanto ancora necessario per usi pubblici e poter, quindi, alienare quanto non sarà necessario mantenere.
Le risorse utilizzate nel quinquennio
Dalla tabella e dal grafico che seguono, si possono individuare le risorse complessivamente utilizzate nel quinquennio dall'Amministrazione uscente, comprensive della spesa corrente e degli investimenti e la composizione delle risorse dedicate ai soli investimenti, dalla quale si può desumere lo sforzo di reperire all'interno e all'esterno risorse non onerose, che non gravino su successivi bilanci.
Per ragioni di brevità non si può approfondire l'analisi delle spese correnti sostenute ogni anno per ciascun settore di attività.
Tuttavia preme sottolineare come una analisi della sola spesa corrente, senza quindi considerare gli investimenti, ci condurrebbe a constatare come quasi il 60% delle risorse effettivamente disponibili, quelle su cui l'Amministrazione può liberamente effettuare delle scelte di campo dopo aver assicurato i servizi essenziali, sono state destinate ai servizi rivolti alle famiglie e ai minori, all'istruzione e agli interventi in campo socioassistenziale.