Gli anni del mandato amministrativo 1999-2004 sono stati contrassegnati da un profondo e progressivo mutamento che ha coinvolto tutta la Pubblica Amministrazione, ed in particolare l'Ente locale, in un ampio processo di decentramento amministrativo, che ha portato a porre l'attenzione ad un contesto che è passato dall'approccio burocratico all'approccio manageriale, per migliorare il rapporto istituzionale tra centro e periferia.
La necessità del nuovo approccio ha indotto un diverso modello gestionale organizzativo: da quello ispettivo a quello direzionale che si è progressivamente affermato modificando lentamente la cultura del lavoro all'interno dell'Ente, attraverso azioni di sensibilizzazione, coinvolgimento e formazione a tutti i livelli, dagli amministratori, al management, al personale tutto.
Parallelamente si è assistito a situazioni vincolanti economico-finanziarie dettate dalle Leggi finanziarie che si sono succedute, tali da limitare la possibilità agli Enti di mantenere adeguate le proprie strutture organizzative.
Questo ha portato ad una ricerca più selezionata di professionalità specifiche e di capacità individuali. Da un sistema di retribuzioni genericamente "eguali" si è passati a forme di riconoscimento basate sul rapporto qualità della prestazione e remunerazione.
Da una logica per "adempimenti" si è passati ad una logica per “obiettivi e risultati” che ha costituito la principale prerogativa per un Ente volto a rispondere alle necessità sempre più variegate della collettività.
Questi processi hanno prodotto uno sforzo notevole da parte di tutti i soggetti interessati: dagli amministratori alla dirigenza, dalle rappresentanze sindacali al personale tutto, tale da avere un particolare riconoscimento nell’ambito del Progetto “I successi di Cantiere” da parte del Ministero della Funzione Pubblica nel maggio 2003.
La struttura organizzativa
Per far fronte agli obiettivi di politiche del personale prima delineate, nella consapevolezza di affermare la centralità dell'utente-cittadino ed i suoi bisogni, l'Amministrazione all'inizio del 2001 ha ridisegnato la propria struttura organizzativa, per garantire una diversa logica di organizzazione del lavoro, fondamentalmente basata sui risultati e sulla delega di responsabilità e non più solo sul “saper fare” di tipo burocratico.
Questo processo organizzativo ha previsto l'istituzione della figura del Direttore Generale con il preciso obiettivo di raccordare i momenti decisionali di strategia politica con quelli gestionali applicativi dei progetti e dei programmi, nonché l'articolazione della struttura in responsabilità dirigenziale e funzionariale tale da garantire un adeguato presidio delle aree strategiche dell'Ente, riducendo la distanza tra il vertice della “Azienda Comune” ed il cittadino-utente.
La valutazione delle prestazioni
Il modello direzionale assunto dall'Amministrazione, portato ad operare per obiettivi e risultati, ha implicato la messa a punto di un sistema di valutazione a tutti i livelli, dal management al personale tutto che consentisse di monitorare e valutare i livelli di attuazione dei programmi, consentendo altresì di legare al raggiungimento dei risultati parte significativa delle retribuzioni.
La messa a punto di un sistema di controllo di gestione ha permesso in questi anni il sistematico monitoraggio dei programmi legati agli esercizi finanziari, e ha rappresentato lo strumento strategico per affermare la trasparenza dell'operato dell'Amministrazione.
La formazione
In questi anni la formazione, leva importante del cambiamento, si è progressivamente trasformata da realtà episodica in realtà sistematica, con interventi sempre più finalizzati a garantire lo sviluppo di competenze adeguate per la gestione di processi di cambiamento.
Il processo formativo ha avuto una sorta di esplosione dal 2000: se si guarda al numero di dipendenti coinvolti, al tipo di formazione erogata e alla trasposizione nel quotidiano dei "saperi", si può capire come l'Amministrazione abbia creduto nella formazione in pieno accordo con le organizzazioni sindacali, consapevoli delle ricadute sui processi di cambiamento e di innovazione.
La tutela della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro
Negli anni considerati grande evidenza hanno avuto i temi della sicurezza e della salute negli ambienti di lavoro, secondo le prescrizioni della legge 626/1994. Al riguardo sono state investite significative risorse a favore di un costante progredire verso situazioni di maggiore qualità e di standard più elevati di sicurezza. Sono state stipulate convenzioni con strutture esterne per gli accertamenti sanitari sistematici e periodici nei confronti del personale esposto a rischio e sono state individuate le figure del Responsabile prevenzione sicurezza e del medico competente. Di intesa con le organizzazioni sindacali sono stati attuati programmi formativi annuali sulla tematica della sicurezza al fine di assicurare idonei livelli di conoscenza e di capacità al personale di tutte le strutture comunali.
Il Palazzo Comunale si adegua alle esigenze del cittadino
Oltre agli importanti interventi di ristrutturazione, adeguamento, superamento delle barriere architettoniche e messa in sicurezza degli uffici comunali, una adeguata ridistribuzione degli spazi ha consentito:
- di concentrare in via Palazzo di Città tutte le funzioni della struttura comunale favorendo le condizioni di lavoro e il livello comunicativo;
- di riqualificare le due maniche di ingresso del palazzo ove hanno trovato ospitalità gli uffici di front-office dello Sportello Unico per il Cittadino e le Imprese da un lato e il Giudice di Pace dall’altro.