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Obiettivo 1
Ripensare a una nuova pianificazione della città e del suo territorio
Il Piano regolatore è un progetto per l'utilizzazione delle risorse presenti sul territorio per rispondere alla domanda sociale di abitazioni, di posti di lavoro, di servizi e di attrezzature. Il Piano regolatore vigente approvato dal consiglio comunale nel 1990, ma diventato operativo solo nel 1997, non è in grado di dare risposte adeguate ai problemi vecchi e nuovi della nostra città.
L'Amministrazione ha operato fin dall'inizio per dotare la città di un nuovo Piano Regolatore, predisponendo una Delibera programmatica che è stata approvata dal Consiglio Comunale nel 2002.
Questa delibera contiene le linea guida del nuovo Piano regolatore che:
F deve essere sostenibile, cioè tale che lo sfruttamento delle risorse e la direzione degli investimenti soddisfino i bisogni attuali senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni future,
F deve avere una prospettiva sovracomunale per realizzare un rapporto organico di Chieri con il suo territorio per rafforzare la competitività del sistema chierese sia nel campo economico sia in quello dei servizi,
F deve integrare Chieri con l'area metropolitana rafforzando nello stesso tempo l'identità locale come centro culturale e come centro di riferimento della collina torinese,
F deve salvaguardare il paesaggio e progettare interventi di riqualificazione dell'agroecosistema,
F deve dotare la città di adeguati parchi verdi collegati con una trama di percorsi pedonali e ciclabili alberati,
F deve riqualificare lo spazio urbano partendo dalle piazze che dovranno essere ripensate e riprogettate mediante Concorsi di idee,
F deve riqualificare le periferie riannodandole alla città mediante percorsi e spazi pubblici.
Progettare il nuovo Piano gestendo il vecchio è stata una scelta dell'Amministrazione per qualificare la politica urbanistica, come strumento per risolvere vecchi problemi della città. Si sono quindi adottate le varianti necessarie al Piano regolatore vigente per affrontare i problemi che non potevano aspettare i tempi lunghi dell'elaborazione e dell'approvazione del nuovo Piano.
Tutte le scelte di politica urbanistica hanno sempre avuto come riferimento la convinzione che Chieri debba assolvere la funzione di centro di riferimento del Chierese senza alcuna ambizione di supremazia né di guida, ma per creare un coordinamento organico di tutti i comuni del Chierese necessario per affrontare i problemi secondo la giusta prospettiva e fare del chierese una realtà amministrativa in grado di confrontarsi con la Regione Piemonte, la Provincia e il Comune di Torino, per partecipare realmente alla formulazione dei programmi e all'indirizzo dei finanziamenti.
Con questa prospettiva si sono ottenuti questi risultati:
F il problema della viabilità è stato affrontato con un'ottica sovracomunale mediante un accordo di programma con la Regione, la Provincia e altri comuni inserendo il problema della circonvallazione di Chieri e del collegamento con l'autostrada nel progetto provinciale del completamento della tangenziale torinese;
F si è realizzata finalmente l'area industriale ed è prossimo il raddoppio con la realizzazione del Piano di insediamenti produttivi approvato nel 2002 per fermare la rilocalizzazione in altri comuni delle più vivaci imprese produttive locali;
F si è completato il polo dell'istruzione secondaria a Chieri con un investimento della Provincia di circa 14 miliardi di vecchie lire;
F è stata favorita la ristrutturazione dell'ospedale: l'ultimo lotto sarà appaltato prossimamente con un investimento di circa 20 miliardi di vecchie lire;
F si è adeguato il piano per permettere la realizzazione di un moderno centro commerciale a fianco del Gialdo per contrastare l'evasione dei consumatori verso altre zone;
F si sta realizzando presso la stazione il Movicentro per fare di Chieri il luogo di interscambio tra il trasporto su gomma e il trasporto su ferro;
F sarà inaugurata fra poco la Biblioteca Civica nell’ex Cotonificio Tabasso con funzione di centro di cultura per tutta l'area chierese;
F con i suoi due depuratori la nostra città è il centro di riferimento per il trattamento delle acque del chierese.
Obiettivo 2
Restituire qualità e vivibilità alla Città
Con lo strumento delle varianti al Piano regolatore, sono stati affrontati i problemi derivanti dal degrado di edifici o dalla presenza di aree abbandonate presenti non solo nel centro storico, ma diffuse in varie zone della città e nelle periferie.
Mediante un premio in cubatura si è incentivata la rilocalizzazione di fabbriche situate nel cuore della città, dove creavano gravi problemi di inquinamento e di traffico, il recupero di aree abbandonate da anni, lo spostamento in zone più adeguate di attività commerciali particolari che contribuiscono non solo a rendere difficile la circolazione, ma costituiscono un vero impatto negativo rispetto all'immagine della città in alcuni punti cruciali.
In ogni caso i problemi si sono sempre affrontati cercando di trovare una sinergia con le volontà di investimento dei privati e rispettando i valori guida della difesa dell'ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico e architettonico della nostra città. Questa attività dell'Amministrazione ha dato il via a investimenti pubblici e privati che stanno trasformando la città: il recupero dell'area Serratrice in via Conte Rossi, la trasformazione del complesso di edifici tra via Gualderia e via Cesare Battisti, la conversione della fabbrica Gastaldi in Ufficio Unico delle Entrate, la prossima trasformazione della fabbrica Ronco in strada Andezeno e della ex-fabbrica Chiavazza, il recupero del vuoto in piazza Brigata Taurinense sono solo alcuni esempi dei cambiamenti messi in atto mediante varianti parziali o strutturali del piano vigente.
Riqualificazione delle periferie
Il Piano di Recupero Urbano di "Strada Valle Pasano", approvato nel 1999, ed oggi in fase di attuazione è volto a migliorare le condizioni di una zona con carenze infrastrutturali e viarie e dalla limitata accessibilità al centro cittadino. L'ambito interessato dal PRU è costituito in prevalenza da edilizia pubblica, urbanizzata intorno agli anni 50 -60 che presentava un diffuso disagio abitativo ed ambientale evidenziato nel corso degli anni. La popolazione che attualmente occupa gli alloggi di edilizia popolare è costituita prevalentemente da anziani, che convivono con un quartiere inadeguato alle loro condizioni e necessità.
Lo sviluppo, in area adiacente, di una zona residenziale, precedentemente occupata da piccole e medie aziende ormai in disuso, permetterà di potenziare l'afflusso di nuove famiglie, con la possibilità di riprodurre le condizioni di un mix sociale più equilibrato e promotore di crescita stabile.
Allo scopo di favorire il superamento del degrado sociale e di incentivare lo sviluppo di condizioni che migliorino le qualità abitativa nell'ambito considerato, sono stati individuati alcuni interventi di carattere fisico e strutturale:
F la realizzazione di un sottopasso ciclo-pedonale di attraversamento di corso Buozzi
F la sistemazione viaria e pedonale superficiale di attraversamento di corso Buozzi
F la realizzazione di una pista ciclo pedonale tra via Masera e l'area parcheggio
F la realizzazione del centro di incontri polifunzionale con quattro campi da bocce
F l'ampliamento della scuola materna di Porta Garibaldi
Lo sviluppo di alcuni di questi interventi avviene anche su aree di proprietà demaniale destinate al Tiro a Segno, al quale verrà data una nuova localizzazione.
Riqualificazione del sistema viario
Nel corso di questi anni si è perseguito un miglioramento del sistema viario, inteso nel senso più ampio possibile.
Più in particolare gli interventi hanno riguardato la realizzazione di nuove strade di collegamento, rotonde, parcheggi, la manutenzione straordinaria delle vie cittadine, la loro messa in sicurezza e delle strade consortili e bianche, il potenziamento e l'adeguamento del sistema di illuminazione pubblica, l’adeguamento della segnaletica stradale.
Miglioramento delle condizioni di circolazione sulle vie urbane e extra urbane
L’apertura nel giugno 2003, della Circonvallazione est della Città, ha segnato un momento di storia chierese.
Si tratta di una strada provinciale a due corsie, cadenzata da quattro rotonde destinate a diventare le "porte" della Città. Procedendo da nord verso sud, infatti, la circonvallazione intrinseca la provinciale per Andezeno, strada Buttigliera, la Statale 10 per Riva e la provinciale per Pessione.
Tale opera costata, 10 miliardi delle vecchie lire, è stata sovvenzionata per 6 miliardi dalla Provincia e per 4 miliardi dal Comune.
La Circonvallazione è uno dei tasselli volti a eliminare definitivamente il traffico pesante dal centro abitato; sono infatti allo studio da parte della Regione altre importanti opere di viabilità, quali la bretella nord, che dalla provinciale per Andezeno (bivio di Sant'Anna) condurrà verso Torino con un percorso prevalentemente in galleria.
Lo strumento che permette di gestire la mobilità, negli aspetti legati al traffico, i parcheggi e le soste, le barriere alla mobilità, è il Piano Generale del Traffico Urbano, approvato nel corso del 2002.
Obiettivi strategici del Piano sono:
F la razionalizzazione dell’accesso delle auto al centro della città;
F l’ottimizzazione dell’attraversamento del concentrico
con particolare riferimento a:
F un sistema di trasporto individuale delle auto rispettoso dei quartieri che attraversa, mirato, controllato, fluido e sicuro;
F un sistema di trasporto collettivo formato da una struttura concatenata costituita dalle linee ferroviarie, dalla rete delle autolinee provinciali e dal trasporto urbano, e che prevede una stazione di interscambio denominata Movicentro, con sede davanti alla stazione;
F un sistema di traffico lento costituito da percorsi pedonali e ciclabili, per quanto possibile "protetti" dai percorsi stradali;
Con l'elaborazione del Piano delle Soste e dei Parcheggi si prosegue nell'attuazione del Piano Generale del Traffico Urbano; l'obiettivo principale è quello di ridefinire il sistema delle soste e dei parcheggi con le dirette conseguenze di decongestionare il traffico veicolare dal centro storico, ridurre l'inquinamento atmosferico e quello acustico.
Miglioramento del sistema dei trasporti - Movicentro
Rendere Chieri una città facilmente raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblico rappresenta da sempre uno degli obiettivi strategici, ma oggi è avvalorato ancora di più dalla ricerca di crescita come città turistica e dall'obiettivo di rendere la città più vivibile, riducendo l'utilizzo di auto, che arrivano ad essere 23.000 veicoli sui 33.300 abitanti.
La città è pertanto servita da:
F linee urbane 1 e 2: la prima volta a unire il centro storico con Regione Maddalene e la Frazione Madonna della Scala, con una percorrenza annua di circa 77.000 Km; la seconda, inaugurata solo il 15 Settembre 2003 volta a collegare la zona di Strada Andezeno con il Centro Storico, con una percorrenza annua di circa 56.000 Km.
F linea extra urbana 30: collega direttamente la città di Chieri (capolinea in Via Gozzano) con Torino (Piazza Vittorio), passando per Pino Torinese, con circa 82 corse giornaliere.
F linee extra urbane: permettono il collegamento, attraverso autolinee di competenza provinciale, della Città di Chieri con i comuni di Andezeno, Arignano, Baldissero Torinese, Cambiano, Marentino, Mombello, Moriondo, Montaldo Torinese, Pavarolo, Pecetto, Pino Torinese, Poirino, Riva presso Chieri, Santena e Trofarello.
F trasporto ferroviario: Chieri usufruisce del collegamento ferroviario metropolitano sulla rete Chieri-Trofarello - Moncalieri- Torino Porta Susa - Rivarolo, con 19 corse giornaliere e in un'ampia fascia oraria (7.00 - 21.20); servizio gestito congiuntamente dalla GTT S.p.a. e Trenitalia.
Al fine di elevare il grado di confort di attesa, di movimentazione dei passeggeri e garantire l’accesso ai portatori di handicap, è stata attivata una prima tranche di un piano articolato per la messa in sicurezza delle banchine di fermata della rete di trasporto, attrezzandole con pensilina, seduta, palina per un importo di 101.000 euro.
Tutti questi mezzi di trasporto saranno presto accomunati da un unico "capolinea", quale “Movicentro”, con la finalità di mettere l'utente in condizioni tali da poter cambiare con facilità i vari mezzi a disposizione a favore di spostamenti economici e razionali che non appesantiscano il traffico cittadino e non compromettano le zone di sosta.
Tale progetto, su cui questa Amministrazione ha investito 1.859.300,00 Euro (finanziati per un milione di Euro dalla Regione Piemonte), prevede anche il recupero della stazione ferroviaria lungo tutto il troncone dismesso delle rotaie e restauri ai principali edifici del complesso.
Riqualificazione sistema del verde
Le opere di investimento e gli interventi di manutenzione ordinaria del verde riguardano la riqualificazione di tutte le aree verdi della città, quali i viali alberati, le rotonde e le aree verdi attrezzate per i bambini.
E' possibile vivere il verde di Chieri attraverso le due piste ciclabili esistenti:
F percorso ciclabile Sant'Irene;
F percorso ciclabile da Chieri a Riva presso Chieri: quest'ultima, inaugurata nella primavera 2003 e costata 266.000 euro, percorre la strada vecchia di Riva e permette di raggiungere il Comune confinante.
Obiettivo 3
Riqualificazione del centro storico
"Il cuore della Città deve accelerare il passaggio da zona degradata a zona ad alto valore di attrazione mediante un progetto di rivitalizzazione complessivo che recuperi l'originaria destinazione abitativa e nel contempo ricrei, soprattutto nella Chiocciola, un tessuto commerciale ed artigianale, diversificato e più attento alle vocazioni turistiche", così recitavano gli indirizzi generali di governo di questa Amministrazione nel luglio del 1999.
Al fine di raggiungere tale obiettivo in modo strutturato, è stato predisposto un Piano di valorizzazione dell'assetto e dell'arredo urbano all'interno del centro storico della città.
Il Piano, preposto nel corso del 2001 e 2002, è uno strumento sul quale basare ogni tipo di intervento o attività, dall'arredo al traffico, al commercio, in piena integrazione con il Piano Regolatore, il Piano Generale del Traffico Urbano, il Piano di qualificazione urbana.
Il Piano ha esaminato circa 650 edifici compresi nel perimetro del centro storico, e per ciascun edificio è stato indicato il tipo di intervento necessario per riportarne alla luce il valore architettonico originale, con dettaglio per ogni singolo caso, dal colore al materiale da usare, un manuale operativo. La stessa operazione è stata fatta per il suolo pubblico, le strade e ogni tipo di arredo urbano: luci, panchine, marciapiedi, edicole, dehors, targhe, numeri civici.
Al fine di permettere il recupero di alcuni edifici è stata acquisita l'area del Consorzio agrario, è stata modificata la destinazione di Casa Maggio di proprietà dell'Ipab Orfanelle da centro commerciale a sede di un Centro Alzheimer e di alloggi per anziani autosufficienti, è stato bandito un Concorso di idee per una città per l'anziano nell'area compresa tra l'ospedale, il Giovanni XXIII, il Consorzio Agrario e l'area Caselli.
L'accordo con la Coop per la realizzazione del nuovo Centro Commerciale invece permetterà la costruzione di un parcheggio multipiano nell'area Tabasso.
Nel corso dell'estate 2003, un altro consistente intervento, quale l'istituzione della ZTL - Zona a traffico limitato - si è posto "a difesa" del centro storico. L’iniziativa si propone due obiettivi immediati: mettere un freno all'inquinamento acustico e atmosferico e preservare gli edifici e le strade del centro attualmente in corso di riqualificazione. La ZTL è stata disegnata per impedire l’attraversamento del centro storico alle auto che non ne abbiano veramente bisogno, senza ostacolare la vita e l’attività dei residenti.
Altrettanto consistente è stata la programmazione delle opere pubbliche, volte ad una riqualificazione delle vie del centro, del verde e dell'illuminazione pubblica, anche sulla base delle indicazioni definite dal Piano sopracitato e comunque mirate a restituire all’ambiente del centro storico i suoi aspetti caratterizzanti per i materiali impiegati, i colori, le componenti di arredo.
Obiettivo 4
Messa in sicurezza del territorio
La necessità di predisporre piani di difesa per i territori soggetti a rischio idrogeologico, manifestatasi in tutta la sua drammaticità ed urgenza a seguito dell'alluvione del '94, ha definito l’obiettivo primario di attivare una prima fase di interventi con iniziative di salvaguardia dell’incolumità delle persone e dei patrimoni infrastrutturali presenti sui territori a rischio, al fine di abbattere il grado di pericolosità delle aree inondabili e quindi le conseguenze successive.
Le opere eseguite o di prossima cantierabilità, grazie anche a contributi pubblici, sono mirate:
- nei centri abitati e nelle aree periurbane a contenere il deflusso delle acque entro limiti di sicurezza;
- nelle aree più periferiche ad abbattere il livello energetico del flusso dell’acqua, sia con il ripristino degli alvei nelle loro dimensioni originarie, sia con l’inserimento di casse di laminazione dei colmi delle portate di piena.
Gli interventi di messa in sicurezza hanno contestualmente creato l’occasione per rivitalizzare le sponde dei percorsi fluviali, rendendoli percorribili, vivibili, rinaturalizzandone il verde e creando i presupposti per percorsi naturalistici e ambientali.
Obiettivo 5
Garantire la salubrità e la sicurezza ambientale
Considerato che Chieri gode dei favori della collina e di una più che soddisfacente qualità ambientale, subentra l'obbligo di conservare tale ricchezza, procedendo in uno sviluppo sostenibile della città, sfruttando le risorse naturali in modo da consentire alle generazioni future di godere degli stessi benefici.
Ed è così che l'Amministrazione è arrivata a produrre una Relazione sullo stato dell'ambiente del Comune di Chieri, che ha come finalità quella di orientare le politiche verso azioni sostenibili da pianificare e realizzare, con il coinvolgimento dei cittadini, all'interno del percorso di Agenda 21.
Al fine di valorizzare il binomio ambiente - salute, un'attenta azione di monitoraggio e di sensibilizzazione avviene a vari livelli ambientali:
Aria
Per quanto concerne la ricchezza aria, Chieri è compreso tra i 40 Comuni facenti parte della rete di monitoraggio della qualità dell'aria operante sul territorio della Provincia di Torino. Dati molto confortanti sono emersi per quanto riguarda la respirabilità dell'aria chierese, in quanto da rilevamenti condotti la percentuale di biossido di azoto e di monossido di carbonio non si è mai avvicinata alle soglie di allarme.
Acqua: miglioramento della rete fognaria
La rete fognaria di una città è un'opera determinante per la vita stessa dei suoi abitanti e la sua manutenzione è un dovere primario di ogni Amministrazione.
La Legge 152 del 1999 ha stabilito che ogni Comune dovesse avere in "gestione integrata" tutto il ciclo delle acque: acquedotto, fogne e depurazioni, al fine di coordinare meglio i servizi correlati al rifornimento e allo smaltimento delle acque (bianche, nere, reflue), con norme severe e criteri di qualità da applicare nella gestione della rete integrata.
Il Comune di Chieri, dal gennaio 2003, ha affidato la gestione dei servizi fogne e depurazione a SMAT - Società Metropolitana Acque Torinesi, mentre l'acquedotto è ancora gestito da SAP.
Sono state inoltre compiute molte opere di manutenzione straordinaria e ordinaria per migliorare l'efficienza della rete fognaria, con l'eliminazione degli scarichi dai rii, mediante condotte dirette ai due depuratori della città: strada Fontaneto e Pessione.
L’ampliamento e l’adeguamento del depuratore di strada Fontaneto alla normativa in vigore ha inoltre permesso il collegamento di tutte le fognature di Chieri e dei Comuni di Andezeno, Pavarolo e Montaldo sgravando i rii dagli inquinanti immessi dalle attività antropiche, e l’eliminazione del depuratore di strada Buttigliera.
Rifiuti
Al fine di garantire la salubrità e la sicurezza ambientale della nostra città, questa Amministrazione si è assunta l'impegno di ottimizzare e potenziare i servizi di raccolta differenziata delle varie frazioni di rifiuti recuperabili al fine di raggiungere la soglia del 35% della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani prodotti. Tale scelta proviene anche da un obiettivo posto a livello nazionale con il D.Lgs 22/97, noto come Decreto Ronchi, che conferma e rafforza il ruolo dei Comuni quali enti promotori delle politiche di miglioramento della gestione dei rifiuti, a garanzia della salubrità e della sicurezza ambientale.
Il sistema di raccolta rifiuti, che dal 2001 è affidato al Consorzio Chierese per i Servizi, nel corso dei primi mesi del 2004 è divenuto un sistema integrato che prevede la raccolta porta a porta delle diverse "frazioni"di rifiuti: l'indifferenziato (ciò che non è riciclabile e finisce nella discarica), la carta, l'organico (avanzi di cibo), il vetro, la plastica, gli imballaggi di metallo.
Al momento di pagare, l'utente avrà una quota fissa per la gestione del servizio di igiene urbana e una quota variabile in base agli svuotamenti dei contenitori dell’indifferenziata.
Tale sistema, con il tempo, dovrebbe spingere i cittadini ad utilizzare maggiormente i prodotti confezionati con materiale riciclabile, ad esempio il latte nel vetro e non nel tetrapak in modo da riempire il meno possibile il bidone del rifiuto indifferenziato, che risulta anche il più costoso.
Canile
Dal Gennaio 2001 è attivo il servizio di cattura, custodia e soccorso dei cani randagi politraumatizzati presso il Canile Municipale di Regione Tario ed il Canile di Carmagnola; il servizio viene svolto per tutti i comuni convenzionati con Chieri dal gestore Ente Nazionale Protezione Animali.
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