Al termine del quinquennio ritengo doveroso comunicare pubblicamente il punto della situazione fatto con la struttura comunale per valutare l’operato di questi anni di Amministrazione.
Questioni specifiche e materie complesse non permettono sempre una esposizione facilmente accessibile a tutti, ma è sembrato utile fornire elementi anche settoriali per permettere a tutti di farsi un’idea sull’attività amministrativa nella sua complessità.
Accanto ad una progettualità che ha portato a risultati visibili a tutti (Circonvallazione e strada San Silvestro, rotonde, Area Industriale, Centro Giovanile, Palestra delle Maddalene, Rifacimento dell’Arco e di via Marconi, pista ciclabile, ...), altrettanto impegnativa e diversificata è stata la progettualità su settori specifici e su aspetti organizzativi.
Voglio ricordare, ad esempio, che in questi anni si è messo mano al riordino dell’organizzazione interna (dall’istituzione della figura del Direttore Generale alla creazione dello Sportello Unico per il Cittadino e le Imprese) ed al riassetto della compartecipazione nelle strutture associative per la gestione di numerosi servizi (dalla ridefinizione delle funzioni nei Consorzi, all’adesione alla SMAT e alla Società per il trattamento dei rifiuti): cambiamenti non indolori ma che, grazie anche alla disponibilità a riqualificarsi da parte del personale, hanno portato immediati e benefici effetti.
Non compaiono in questo documento i riferimenti agli elementi che attengono alla sfera più politica (dalle scelte statali in materia di finanza alle dinamiche locali fra gruppi consiliari), elementi che hanno condizionato non poco l’attività amministrativa di questi anni: ci è, tuttavia, sembrato più corretto sfrondarlo di valutazioni ed interpretazioni per lasciare più libero il lettore di fronte alle cose fatte ed alle motivazioni delle scelte effettuate in relazione agli obiettivi che si erano prefissati.
Come ben sa il cittadino-lettore, numerose rimangono le cose da fare, ed anche alcune di quelle intraprese, rimangono da completare o da migliorare; ma queste pagine danno comunque il senso di una comunità in cammino.
Non ha certo aiutato il contesto; non ha aiutato la progressiva riduzione dei trasferimenti dallo Stato e dall’Europa. Ma, a fronte dell’aumento dell’indebitamento, abbiamo una città che, grazie agli investimenti, sta diventando più moderna con sviluppati i servizi di cui ha bisogno.
Una città che incomincia ad intravedere la soluzione di alcuni suoi storici problemi ma che, allo stesso tempo, ha già avuto risposte concrete ai suoi bisogni (restituzione della scuola materna alle Maddalene, prolungamento a Borgo Venezia del percorso della Linea 30,...). Una città, mi piace ricordare, che ha voluto mantenere alto il suo impegno verso le fasce più deboli e nello stesso tempo stimolare con progettualità specifica (Chieri Città Educativa) un maggiore e più coordinato impegno a favore dei più giovani e coagulare attorno ad un organismo di coordinamento (Comitato Pace e Cooperazione) e ad uno obiettivo preciso (gemellaggio Nanoro) le tensioni cittadine per un mondo più giusto, per una politica di pace.
Pur nei limiti di una partecipazione suscettibile di miglioramento, mi auguro che questo documento venga inteso come occasione per acquisire quel livello di conoscenza necessario per partecipare in modo costruttivo al dibattito per una città migliore.