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DIDATTICA
 
 
Come ogni edizione, hanno accompagnato la Biennale specifici progetti didattici, che in questa edizione hanno coinvolto alcune scuole elementari di Chieri e Moncalieri.
Due artist weaver tutors, Giustino Caposciutti e Luisella Rolle, già presenti con la loro opera sia nelle precedenti Biennali chieresi sia nella Collezione Civica di Fiber Art, hanno guidato i ragazzi, in collaborazione con i rispettivi insegnanti, alla sperimentazione tessile off loom, sfociata in lavori collettivi di diversa espressione e linguaggio.
“Fili di parole…per un libro tessile” è il progetto proposto da Luisella Rolle, il cui obiettivo è la coniugazione della modalità comunicativa, le parole, con l’esperienza manipolativa. Ne è risultato un manufatto tessile: un libro–non libro, con pagine non di carta ma di tessuto.
Le classi 4^ A, 4^C, 5^C delle scuole elementari “Nostra Signora della Scala” di Chieri e 5^F di Baldissero Torinese, appartenenti al 2° e 3° Circolo, hanno visto gli alunni del Laboratorio di Lettura, condotto dall’insegnante Ivana Berra, produrre immagini mentali poi rielaborate e interpretate nella manipolazione tessile.
Sei classi quinte del 1° Circolo Didattico di Moncalieri, in collaborazione con il Laboratorio Territoriale d’Arte Tablò, diretto e coordinato dall’insegnante Rosanna De Angelis, hanno scoperto invece l’universo tessile attraverso due percorsi: il primo, condotto sempre da Luisella Rolle, concernente il “Libro d’artista”, sulla realtà multiculturale; il secondo, a cura di Giustino Caposciutti, sul tema della detessitura.
Altri due percorsi si sono affiancati poi a quelli didattici: uno realizzato dal chierese Bruno Ciasca con un gruppo di iscritti alll’Università della Terza Età, e “Filo Arx” firmato ed ideato da Giustino Caposciutti, in collaborazione con il Punto Rete Area Tabasso del Consorzio Servizi Socio Assistenziali del Chierese.
L’iniziativa si proponeva di creare un collegamento fra la cittadinanza di Chieri e l’evento Biennale.
In “Filo Arx” ad ogni persona che accettava di partecipare veniva chiesto di dipingere un filo, identificato grazie a un cartellino firmato di volta in volta dal diverso autore, e successivamente tessuto insieme a tutti gli altri al fine di formare un’opera collettiva.
Alcuni esemplari rappresentativi di ciascun progetto sono stati donati alla Collezione Civica di Fiber Art.
 
     
     
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