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  Educazione e Sport > Consiglio Comunale dei Ragazzi
   
    Una breve storia
I Consigli Comunali dei Ragazzi nascono in Francia nel 1979, anno internazionale dell'Infanzia.
A Schiltinheim un piccolo comune della Francia dell'est, il Sindaco e i rappresentanti locali immaginarono di poter creare una struttura in cui i giovani potessero essere in prima persona portavoce dei propri interessi, secondo le diverse fasce di età. Da allora sono stati creati in Francia oltre mille CCR, presso comuni che si sono organizzati in una struttura denominata ANACEJ (Association National des Conseilles d'Enfants et de Jeunesse).

In Italia i primi CCR sono nati con atti volontari dei sindaci che hanno raccolto l'invito dell' UNICEF ad attivarsi in tal senso, secondo il principio per cui il Sindaco è il " Difensore Civico dei Bambini ". La proposta si limitava a suggerire anche per i bambini il modello rappresentativo degli adulti.

Nel 1995 nasce Democrazia in Erba (l'associazione nazionale italiana dei CCR, corrispondente all'Anacej, che raccoglie l'adesione di molti comuni e consigli dei ragazzi - www.democraziainerba.it ).
Negli ultimi anni nel nostro paese il numero dei CCR è passato da poche decine ad alcune centinaia, ed è in continuo aumento. Anche altri paesi (come la Svizzera, la Romania e l'Ungheria, ecc...) attuano l'esperienza dei CCR e insieme all'associazione francese ed italiana hanno dato vita all'associazione europea Youth Planet, che promuove forme similari di partecipazione dei giovani.

Descrizione
I CCR sono momenti di educazione alla partecipazione per tutti i cittadini, e diventano occasione di intervento positivo in quanto le condizioni di vita dei bambini costituiscono gli indicatori ambientali primari della vita di tutta la comunità. In altre parole i CCR rendono i bambini e i ragazzi cittadini a tutti gli effetti.
Per raggiungere tale scopo i ragazzi necessitano del sostegno di adulti maturi e responsabili, disposti all'ascolto e all'osservazione, ossia di facilitatori. I primi adulti che si debbono impegnare in tal senso sono il sindaco e gli amministratori comunali. A loro si affianca la scuola, che adatta a tal fine parte della sua didattica, e i cui insegnanti si fanno tramite tra la scuola stessa, la famiglia, il comune e le altre forze sociali.
Altre figure da coinvolgere in questo processo sono gli anziani, portatori di esperienze spesso sottovalutate, i giovani impegnati nel servizio civile, e gli operatori attivi nelle associazioni locali.

   
   
    Soggetti coinvolti
   

ragazzi:

   
  • delle seconde medie (eleggibili)
  • della scuola media (elettori)
  • delle superiori (collaboratori)
    adulti:
   
  • i genitori dei ragazzi coinvolti nell’iniziativa,
  • gli insegnanti che collaborano per la realizzazione alle varie fasi del lavoro
  • consulenti coinvolti che avranno il compito di accompagnare la realizzazione e la crescita del progetto
  • gli adulti – amministratori comunali. Spetta loro dare una rappresentazione non distorta della partecipazione e della politica, mostrare che le idee dei ragazzi possono essere prese sul serio e realizzate (non deludere le aspettative), essere credibili, prendere coscienza di ciò che si va ad attuare, realizzare una progettazione partecipata, non vivere l’esperienza come concessione paternalistica degli adulti, ma come momento di vera educazione civica.
   
   
   
 
     
     
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