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Riconosciuto per
la prima volta il 18 giugno del 1996 con Deliberazione
del Consiglio Regionale n. 250-9458, il Distretto
Industriale Chieri – Cocconato è stato
oggetto di recente rideterminazione con Deliberazione
del Consiglio Regionale n. 227-6665 del 26.02.2002
(BURP N. 15 DELL’11.04.02)
Il
settore di specializzazione produttiva è
tessile – abbigliamento.
Analogamente a quanto verificatosi
nel 1996, anche in occasione dell’ultima
determinazione il distretto è stato individuato
a partire dai Sistemi
Locali del Lavoro di Chieri e di Cocconato
(1991), utilizzando come riferimento i dati del
Censimento intermedio delle attività produttive
del 1996.
I due sistemi locali aggregati
di Chieri e Cocconato compongono un bacino di
36 comuni, di cui 21 ricadono sotto il Sistema
locale del Lavoro di Chieri (Andezeno, Arignano,
Baldissero Torinese, Chieri, Cinzano, Isolabella,
Marentino, Mombello Di Torino, Montaldo Torinese,
Moriondo Torinese, Pavarolo, Pino Torinese, Poirino,
Riva Presso Chieri, Albugnano, Berzano Di S.
Pietro,
Buttigliera D’asti, Capriglio, Castelnuovo
Don Bosco, Moncucco Torinese, Pino d'Asti)
e 15 sotto il Sistema Locale del Lavoro di
Cocconato
(Brozolo, Aramengo, Cerreto D’asti, Cocconato,
Cunico, Montiglio, Moransengo, Passerano Marmorito,
Piovà Massaia, Robella, Tonengo, Murisengo,
Odalengo Grande).
Coerentemente a quanto prevede
il Decreto ministeriale del 21 aprile 1993, sono
stati utilizzati come criteri selettivi per la
nuova individuazione dei distretti industriali
i seguenti indici, introducendo per altro alcune
precisazioni che tengono conto dell’evoluzione
delle strutture produttive avvenute negli ultimi
anni :
- l’indice di Industrializzazione
deve superare la media nazionale del 25% anziché
del 30%,e quindi l’occupazione dell’industria
manifatturiera deve risultare superiore al 44%,
dell’occupazione totale , in quanto i
processi di terziarizzazione in corso tendono
generalmente a far calare i tassi di industrializzazione
e quindi inducono a contemplare soglie inferiori
di questo indice nel processo di selezione dei
distretti;
- l’indice di Specializzazione
settoriale vede la sua soglia
di inclusione ridotta da 1,3 a 1,2, cioè
il peso del settore nel Sistema Locale deve
superare del 20% il peso nazionale del settore,
in considerazione della minor concentrazione
territoriale delle attività produttive
connessa alla riarticolazione dei cicli produttivi;
- la Rilevanza del settore
di specializzazione, cioè il
suo peso occupazionale sull’industria
manifatturiera del Sistema Locale, viene ridotto
al 20% in considerazione dei citati processi
di riarticolazione dei cicli produttivi che
determinano una minor integrazione settoriale
delle attività anche alla scala territoriale
locale.
- Restano immutate le soglie di
inclusione degli indici relativi alla Densità
imprenditoriale, calcolata in termini
di unità locali manifatturiere in rapporto
alla popolazione residente, che deve superare
del 10% la media nazionale e al Peso della piccola
impresa nel settore di specializzazione, che
deve superarne il 50% dell’occupazione.
Il Distretto Industriale Chieri
– Cocconato raggiungeva, al 1996, una popolazione
complessiva di 80.085 unità. La densità
imprenditoriale manifatturiera è di 1,1
unità locali ogni 100 abitanti (1,1 è
la densità imprenditoriale manifatturiera
regionale e 1,0 quella nazionale), mentre l’indice
di industrializzazione è 51,6. Gli addetti
totali sono 19.767 di cui 10.200 nell’industria
manifatturiera. Il tessile occupa il 22,8% degli
addetti nell’industria manifatturiera e
l’indice di specializzazione è di
1,2. Il 100% dei 2.325 addetti del tessile lavora
in imprese piccole e medie.
Con Deliberazione della Giunta
Regionale n. 33-28709 del 23.11.99, ai sensi della
Legge
Regionale n. 24 del 12 maggio 1997
art. 2 comma 7, è stato istituito il Comitato
del Distretto Industriale Chieri-Cocconato. Esso
è composto da 15 componenti, designati
sulla base delle indicazioni proposte a livello
locale e secondo i criteri di rappresentatività
e di equilibrata presenza delle componenti indicate
nell’art. 2 della L.R. 24/97 (imprenditori,
sindacati, enti pubblici).
Subito dopo la sua costituzione,
il Comitato del Distretto Chieri – Cocconato
ha predisposto un proprio documento programmatico
di orientamento e di indirizzo, nel quale sono
evidenziati gli obiettivi
e le strategie di politica industriale locale
che si ritiene di perseguire nell’ambito
del distretto.
Comitato del Distretto
Chieri – Cocconato
C/o Comune di Chieri
Via Palazzo di Città n. 10
10023 - CHIERI
L’esigenza di conoscere a fondo la realtà produttiva del Distretto Chieri – Cocconato ha spinto il Consorzio Cost a realizzare un’indagine conoscitiva approfondita su tutte le imprese della zona, al fine di dotare lo Sportello Integrato di uno strumento di conoscenza della realtà produttiva locale quanto più unitario ed organizzato.
Il progetto di sviluppo per il Distretto Chieri – Cocconato, realizzato dal Consorzio Cost grazie alla collaborazione della Regione Piemonte e della Camera di Commercio di Torino, ha tra i propri obiettivi primari la promozione del distretto e delle imprese che ne fanno parte. Le attività avviate con questo progetto tendono alla realizzazione di una mappa unificata del distretto con tutte le sue potenzialità produttive, visibile sul web, in cui ogni azienda potrà gratuitamente presentare la propria offerta, proiettandosi in questo modo anche all’esterno del distretto.
Ruolo di primo piano è rivestito dallo Sportello Integrato, cui possono rivolgersi tutte le imprese del distretto per avere informazioni sulle iniziative ed i servizi promossi dal Consorzio Cost. Lo Sportello vuole essere uno strumento di promozione ed animazione territoriale ed economica, favorendo la comunicazione ed una fattiva collaborazione tra le imprese del distretto, anche con le Amministrazioni locali di riferimento.
(visita il sito del Consorzio per lo Sviluppo Territoriale - CoST)
Enti e Associazioni che aderiscono al
Comitato del Distretto Chieri - Cocconato:
- Unione Industriale di Torino
- API Torino
- CCIAA di Asti
- CISL - Unione Sindacale Territoriale
di Asti
- CGIL - Camera Territoriale del
Lavoro Moncalieri – Chieri – Carmagnola
- Nichelino
- Comune di Chieri
- Comune di Cocconato
- Comune di Andezeno
- Comune di Riva presso Chieri
- Comune di Montiglio M.to
- Comune di Castelnuovo Don Bosco
- Comune di Murisengo
- Provincia di Asti
- Confartigianato - Associazione
artigiani della Provincia di Asti
- CNA di Torino
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Il distretto industriale
rappresenta un modello produttivo peculiare della
realtà italiana, sviluppatosi a partire dalla
fine degli anni ’60, ma “individuato”
come tale soltanto nel corso degli anni ’70
e oggetto da allora di grande interesse sia in Italia
sia all’estero in quanto considerato un modello
di sviluppo industriale di successo. Il
quadro legislativo di riferimento comincia a delinearsi
a partire dal 1991, anno al quale risale la prima
definizione ufficiale di distretto industriale.
L’art. 36 della Legge
n. 317 del 5 ottobre 1991 (Interventi
per l’innovazione e lo sviluppo delle piccole
imprese) definisce infatti i distretti industriali
“aree territoriali locali caratterizzate
da elevata concentrazione di piccole imprese,
con particolare riferimento al rapporto tra la
presenza delle imprese e la popolazione residente
nonché alla specializzazione produttiva
dell’insieme delle imprese”.
Con questo riconoscimento ufficiale,
per la prima volta il distretto industriale viene
considerato meritevole di politiche economiche
ed industriali concepite ad hoc.
Alle
Regioni la legge attribuisce un compito
fondamentale: l’individuazione delle aree
distrettuali attraverso l’applicazione di
alcuni parametri fissati dal Ministero dell’Industria
(Decreto ministeriale del 21 aprile 1993, in attuazione
della L. 317/91), parametri che devono essere
congiuntamente soddisfatti perché un’area
locale possa essere riconosciuta come distretto.
Il percorso giuridico istituzionale
continua con la Legge
n. 140 dell’11 maggio 1999 (art.
6, comma 8) che modifica la definizione di distretto
industriale parlando di “sistemi produttivi
locali caratterizzati da una elevata concentrazione
di imprese industriali nonché dalla specializzazione
produttiva di sistemi di imprese”.
La nuova legge nazionale introduce
alcune novità rispetto al passato:
- La possibilità di fare
riferimento ai dati regionali e non più
ai dati medi nazionali in merito ai criteri
da rispettare.
- Il criterio della “peculiare
organizzazione interna”, che per quanto
indeterminato, lascia spazio a specificità
locali e ad aspetti di carattere sociale e culturale.
- La possibilità di promuovere
non solo lo sviluppo dei distretti esistenti
e consolidati, ma di ampliare il campo di applicazione
delle politiche a tutti i sistemi produttivi
locali e quindi anche ai distretti in fase embrionale.
La Legge 144/99 emanata a
pochissima distanza dalla L. 140/99 conferma la
disposizione contenuta nel D.M. 21/4/1993 secondo
la quale i distretti devono operativamente essere
individuati a partire dai sistemi locali del lavoro.
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