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Chiesa Collegiata di Santa Maria della Scala


Riedificato nel secolo XV sul sito di un'antica chiesa voluta dal Vescovo di torno Landolfo, è un insigne monumento del periodo tardo gotico. La grande mole in laterizio (lunga metri 74) presenta una facciata a contrafforti rotati, di grande effetto plastico, ed un alto portale (ghimberga) in pietra scolpita con i nodi Savoia, tralci e vegetali.
L'interno a tre navate è un eccezionale scrigno di opere d'arte dal Medioevo al Novecento.
Si segnalano la cappella della Beata Vergine delle Grazie, con statua del 1637 dello scultore Botto e architettura di Bernardo Vittone (1757); la cappella dei Turinetti, ricca di stucchi, la cappella del Crocifisso e del Corpus Domini, con grandi teleri seicenteschi.
Sulla navata destra sono notevoli la tela della Resurrezione di Cristo di Francesco Fea e l'affresco dell'Adorazione dei Magi (cappella dei Tabussi) di stile jaqueriano.
Nel transetto  destro, spettacolare tabernacolo rinascimentale attribuito a Matteo Sanmicheli e tela dei SS. Antonio Abate e Sebastiano di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo; nel transetto sinistro, tela della Trinità di Giovanni Crosio.
Alla base del campanile la cappella Gallieri è nota per gli affreschi medievali delle storie di San Giovanni Battista, di recente restaurati.
Dietro l'altare maggiore, monumentale coro ligneo intagliato finemente alla fine del secolo XV con vegetali simbolici (malva, fico, cardo) e scene del vecchio e nuovo testamento.
La grande sacrestia conserva bei mobili di stile rinascimentale, della fine del Quattrocento - inizi del Cinquecento.
Uno splendido paliotto ricamato seicentesco (detto della Resurrezione) è stato di recente sottoposto a delicato restauro (esposto sporadicamente).
Il tesoro del Duomo, costituito da preziose oreficerie dal Medioevo al Novecento, attende una consona sistemazione e al momento non è esposto al pubblico.
L'adiacente battistero (già della famiglia Tana) conserva una pala lignea del 1503 (polittico Tana) e una splendida serie di affreschi raffiguranti la Passione di Gesù Cristo, opera di Guglielmo fantini da Chieri (secolo XV).
Gli scavi sottostanti consentono di osservare strutture di epoca romana.

 
Foto di Matteo Maso