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Censimento degli Archivi d’Impresa tessile

 

Scheda di rilevazione n. 16

Tintoria Gay Pietro & C sas

Estremi cronologici: 1935 - anni Ottanta
Data rilevazione: 2019

Soggetto conservatore
Tintoria Gay Pietro & C sas
Via F. Fasano 14 - 10023 Chieri

Soggetto produttore
Intervista a Michele Gay (Gay d’la prata)

Negli anni quaranta nasce la Pietro Gay SAS poi nel 1976 Pietro Gay spa e chiude negli anni ottanta. Il papà nasce negli anni venti, era vedovo dopo la nascita della V figlia poiché la moglie muore di parto. I figli sono Michele, Nicola (morto in guerra), Felice, Renzo e Primo. Pietro era un dirigente della Tabasso Michele come il fratello nasce a Como dove aveva sede uno stabilimento Tabasso, un altro era a Venaria dove nacque un altro fratello. Rileva un finissaggio (si faceva con acqua e Vinavil) e lo sposta nei locali della pasticceria Bompiani che affitta dai Torta in via Visca e in corso Vittorio Emanuele dove era prima apre la cartotecnica. La domanda è superiore all’offerta e quindi ha successo, cerca di ampliare i locali con una costruzione a shed ma senza successo.

Nel 1949 circa si spostano in viale Fasano 14 e Martino Boeri 16. Arrivano le rameuse, l’azienda da finissaggio passa a tintoria prima per tessuti e poi per filati sempre per conto terzi. Cotone e fibre artificiali e iniziano anche a produrre per abbigliamento. Circa 60 anni fa nasce una sensibilità ecologica: si depurano le acque e aumenta il costo dell’acqua. Il consumo era di un milione di litri al giorno e due tir di gasolio. Lo spazio per il depuratore manca e così compera un pozzo e un terreno a Poirino in regione Masio e costruisce 2.000 mq di capannone più la cisterna, trasforma la tintoria, amplia l’azienda e apre la stamperia tessuti per arredamento, uno dei clienti Gay era Crespi. Un secondo ampliamento di 4.500 mq. nel 1977-78 e inizia a spostare lo stabilimento a Poirino. Michele entra in azienda nel 1975.
Nel 1980 faceva la spola tra Chieri e Poirino e ovviamente questo aveva un pesante costo quindi Chieri deve chiudere. Vendono tutto allo zio che poi fallirà.