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Il Tessile


a Chieri

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Cenni storici

 
 

Il tessile ha costituito per Chieri fonte di ricchezza e prosperità, tanto da renderlo uno dei distretti industriali del Centro-Nord Italia al pari di Biella, Comasco, Prato.
Dalla fine del Settecento si impiantano in città vari opifici, a cominciare dalla fabbrica Levi, sita nel monastero delle Clarisse. Il moltiplicarsi delle aziende portò a una massiccia immigrazione a Chieri dal Monferrato e da varie zone del Piemonte.  Nel corso dell’Ottocento molte famiglie si dedicano al tessile sia costruendo fabbriche, sia lavorando in casa, dove una stanza era sempre dedicata a ospitare uno o due telai. Il numero di addetti crebbe molto, determinando anche le prime aggregazioni operaie e le prime vertenze di tipo “sindacale”. La Società di previdenza e istruzione (1888-1939) ebbe il ruolo di favorire l’istruzione degli operai, che si recavano a seguirne i corsi dopo molte ore passate al telaio. La ferrovia Chieri-Trofarello (1874) servì a immettere sula direttrice di Genova i tessuti chieresi.

Le famiglie del Tessile

Alcuni imprenditori tessili chieresi furono leggendari: Giuseppe Gallina nel 1930 pubblicò una suggestiva autobiografia.
La partecipazione alle fiere e alle esposizioni di Torino, Parigi e Londra è testimoniata dai premi ricevuti. Nel corso del Novecento le dimensioni delle fabbriche aumentano: i cotonifici Gallina, Fasano, Vergnano, Vittone, Chiara, Parigi, Tabasso, Vay, Piovano occupano ampi brani del centro antico e del quartiere di espansione a sud dell’abitato. La crisi del tessile non ha estinto le attività produttive del comparto, che vedono oggi operative le fabbriche Quagliotti, Stella, Vasino, Pertile, Navone.  Nel territorio si segnalano la Tessitura Rivese e la Fantinex.

Il Museo del Tessile e la Fiber Art

Nel 1995 nasce il Museo del Tessile, ideato da Armando Brunetti e sostenuto dal Comune di Chieri, che vi destinò i locali del monastero di Santa Clara e la suggestiva Imbiancheria del Vajro. Vi si trovano telai dal secolo XVII, strumenti di misurazione, tinture, immagini storiche e soprattutto i preziosi campionari, raccolti con grande pazienza e salvati dalla dispersione. La riscoperta del tessile prosegue con il censimento degli archivi tessili, iniziato nel 2017 e con altre attività di supporto al Museo. Le iniziative legate alla Fiber Art, nel frattempo, conferiscono nuova luce alla tradizione, con la scoperta di artisti e di forme di espressione creativa nuove e affascinanti (iniziative “Biennale d’Arte Tessile” e “Tramanda”). Anche il Ricamo Bandera (coltivato da una associazione locale) costituisce per Chieri un solido raccordo con la tradizione dei tessuti e dei decori d’arredo delle numerose dimore signorili della zona.

Bibliografia per approfondire

Info e contatti

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