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Al di là del muro

 

Rassegna letteraria

Un percorso per non dimenticare il tempo in cui gli emarginati, i poveri, i bambini e i diversamente abili furono costretti a vivere legati ai letti o sottoposti a elettroshock al di là del muro del manicomio
L'incontro a Chieri è condotto da Mirko Capozzoli, curatore del documentario "Fate la storia senza di me", che sarà ospite nella Sala Conferenze della Biblioteca, in via Vittorio Emanuele II 1, venerdì 23 febbraio 2018 alle 21

Questa storia inizia in un orfanotrofio in cui il protagonista, Albertino, viene internato per “motivi disciplinari”. Albertino Bonvicini finisce nel manicomio di Grugliasco, un incubo affidato alla peggiore incarnazione della psichiatria pre-Basaglia, Giorgio Coda, inventore dell’elettromassaggio, tortura prolungata inflitta a chi disturba: “Portami su quello che canta” è la frase che fornì il titolo al libro con cui Alberto Papuzzi svelava l’orrore. Ma quell’orrore si era rovesciato su Albertino: anni di isolamento e torture che il ragazzo racconterà al processo contro Coda. Intanto il ragazzo è affidato a una famiglia benestante, a cui lo lega un affetto enorme, che però non può tenerlo lontano dalla rabbia e dalla violenza. Albertino è un personaggio ammaliante, per molti versi innocente, bugiardo, irresistibile, carismatico. La sua è una vita irrequieta, incontra la protesta giovanile degli anni Settanta e a Torino viene coinvolto nell’episodio dell’Angelo Azzurro in cui perse la vita uno studente torinese. Per questo episodio Albertino viene arrestato e sconterà due anni e mezzo di prigione. In questi mesi l’eroina entra nella sua vita e diventerà la sua condanna definitiva. A tenersi a galla per alcuni anni lo aiutano però le sue incredibili doti: Enrico Deaglio lo vuole al suo nuovo quotidiano, Giuliano Ferrara lo conosce, lo apprezza e finisce per amarlo come un figlio. Albertino sarà la colonna delle sue trasmissioni in tv: “Linea Rovente”, “Il testimone”, “L’Istruttoria”. Sembra la svolta, l’arrivo di un’imprevista “normalità”, ma nel 1988 scopre di essere malato di Aids, e morirà tre anni dopo.

La sua storia è adesso un bellissimo documentario con la voce narrante di Fabrizio Gifuni, allegato a questo libro in cui sono raccolti i diari di due anni di Albertino, anni di carcere in cui lui stesso fa il punto su tutta la sua vita, sugli anni di piombo, sulla droga, ma anche sull’infanzia e sui molti mondi che ha attraversato nella sua breve esistenza.

 
 

Mirko Capozzoli

 

Mirko Capozzoli vive a Torino da quando è nato nel 1974. Si è laureato con il massimo dei voti al DAMS con la tesi Ritratti di Gian Maria Volonté. Negli ultimi anni ha lavorato per diverse società italiane e istituzioni museali in qualità di montatore video e di regista. Dal gennaio 2006 è nel direttivo dell'Associazione Videocommunity, un progetto di comunicazione sociale che mette in contatto realtà culturali diverse e produce informazione plurale.  Contemporaneamente ha coltivato la passione per i documentari collaborando a diversi progetti tra cui Indagine su un cittadino di nome Volonté prodotto da Atacama Film e distribuito nel 2008 da Lucky Red.
Nel 2009 ha realizzato la regia video dello spettacolo Kings on Ice 2009 distribuito da RCS quotidiani e ha curato la post produzione di Walls and Borders, un concept film collettivo proiettato in numerosi festival nazionali e internazionali.
Fate la storia senza di me, prodotto dalla Fourlab di Roma e sostenuto dal Piemonte Doc Film Fund, è il suo primo documentario in qualità di autore e regista.

 

La rassegna

 

Promossa da Biblioteca Civica di Collegno - Città di Collegno e Regione Piemonte e organizzata in collaborazione con Dinoitre Eventi, nata per celebrare il quarantennale dell'abbattimento del muro del manicomio di Collegno e l'approvazione della Legge Basaglia che decretò la chiusura degli ospedali psichiatrici.
La rassegna letteraria prevede appuntamenti in diverse biblioteche dello Sbam, con la presenza di scrittori di fama che recentemente hanno narrato la questione manicomiale e addetti ai lavori. 
Informazioni sull'intero progetto: biblio@comune.collegno.to.it