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OPERE PUBBLICHE


PIAZZA CAVOUR

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Piazza Cavour: 'l Salòt
 
 

Immaginate un grande salotto all'aperto, location prediletta del ritrovo mondano ed elegante della città, anche grazie alla presenza di due caffè dal forte richiamo salottiero: il caffè Cavour e Malandrone e il caffè Nazionale che nei signorili dehors attiravano una vasta ed eterogenea clientela soprattutto durante i giorni festivi.

Altro punto di ritrovo chic era l'Albergo Tre Re, situato all'interno del palazzo settecentesco residenza dei Marchesi Balbiano di Colcavagno. L'edificio dominava la scena mondana non solo perchè esempio di architettura barocca tipica del periodo ma anche perchè sia la struttura ricettiva che il ristorante erano gestiti con sagacia dall'allora titolare Luigi Pavia, figlio di un cuoco e proprietario dell'omonima e rinomata gastronomia situata a fianco del Bar Nazionale.

Un locale molto gettonato da una clientela non solo cittadina ma proveniente anche dalle zone limitrofe e, in tempo di cacciagione, frequentato da comitive provenienti dalla Lombardia e dalla Liguria.
Il ristorante era conosciuto per alcune specialità come la fonduta, la cacciagione, la bagna caoda, i classici antipasti alla piemontese e per alcuni piatti esclusivamente preparati con le eccellenze del territorio come gli asparagi di Poirino e Santena. Antesignano della filosofia km 0 e della valorizzazione territoriale riscoperte nei giorni nostri.

Ricca e consistente anche la carta dei vini in cui dominava la doc locale il Freisa di Chieri, prodotto solo per l'Albergo Tre Re interamente dai contadini del territorio che fornivano anche il Barbera ed il Grignolino.
Per dare una dimensione al giro d'affari, si pensi che riuscì ad imbottigliare per diversi anni 30.000 bottiglie l'anno, con un servizio che sfiorava i duecento litri al giorno.